mercoledì 3 dicembre 2008

F1, PANTANO: MI SENTO ABBANDONATO, CONTANO SOLO I SOLDI

"Essere un pilota di talento non serve più se non si porta una sponsor notevole ai team". Il campione del mondo della Gp2, Giorgio Pantano, si sente abbandonato dai team di Formula 1.
Altri piloti come Bruno Senna e Sebastian Buemi che sono finiti dietro di lui in classifica hanno avuto la possibilità di fare dei test. L'italiano, 29 anni, ha corso in Formula 1 nel 2004 con la Jordan, con scarsi risultati ma con una monoposto poco competitiva. "Sfido chiunque ad avere un curriculum come il mio - dice Pantano ad Autosprint .
Ho vinto due titoli mondiali nel karting, tre europei, tre italiani, F3 tedesca, GP2 e sono arrivato tra i primi in F3000. Ma ora non ho offerte in F1, è uno scherzo? Mi sento abbandonato. L'unica persona che si è comportata ragionevolmente è stata Bernie Ecclestone. L'ho chiamato alcuni giorni fa e dopo dieci minuti mi ha ritelefonat
o". "Gli unici posti ancora disponibili sono quelli di Honda e Toro Rosso - aggiunge - Bernie mi ha detto che se qualcosa si muoverà io sarò il primo a saperlo. I soldi sono diventati la priorità assoluta per correre. Mi piacerebbe essere chiamato a collaudare una F.1 e solo dopo potrebbero giudicare se sono in grado di far bene oppure no. Vorrei soltanto una reale possibilità".

martedì 2 dicembre 2008

Lorenzo Bandini - Determinato e generoso, una stella che si è spenta sul nascere...

Maggio 1967 , 5° Gran Premio di Monaco. Louis Chiron agita la bandiera scacchi, Bandini prende immediatamente la testa sulla sua Ferrari n° 18, seguito da Dennis Hulme al quale "regala", in un solo giro, 1,5" di distacco; Brabham, leggermente indietro, rompe il motore e inonda la pista dell'olio sul quale Bandini, ignaro, transita il giro successivo; inevitabile la sbandata e la perdita della posizione; lo sfilano Hulme e Stewart e Bandini si trova invischiato nel Gotha del momento (Surtees, Gurney, McLaren e Clark); Lorenzo recupera come un forsennato e al 61° giro transita sotto il traguardo a soli 7,6 secondi da Hulme - Stewart si era nel frattempo ritirato - ma con due doppiati da superare.
Rodriguez lo agevola immediatamente, cosa che non fa Graham Hill, forse ricordando un precedente, analogo episodio a posizioni invertite; quando Bandini riesce a passare, il distacco dal battistrada è salito a quasi 12" per arrivare, all'80° giro, a 20" circa. 82° giro del 25° Gran Premio di Monaco, La Ferrari 312 di Bandini imbocca la chicane del porto a velocità, stando alle testimonianze, molto più sostenuta che non nei giri precedenti; inevitabile e drammatica per le sue conseguenze, la perdita di controllo; l'auto di Bandini sbanda, prende una balla di paglia (alcuni dicono una bitta d'ormeggio) decolla, cade su un fianco e si rovescia avvolta dalle fiamme. I soccorritori cercano Bandini all'esterno della vettura, convinti che ne fosse stato sbalzato fuori mentre, purtroppo l'uomo era rimasto incastrato per più di tre minuti tra le lamiere dell'auto trasformatasi in un rogo; estratto in condizioni disperate, viene trasportato via mare all'Ospedale di Montecarlo dove morirà 70 ore più tardi.
Quella curva veniva solitamente affrontata in terza marcia; il cambio del relitto dell'auto di Bandini fu trovato in quinta…

Il 10 maggio 1967 moriva Bandini,uno dei piloti italiani più amati in assoluto dalla gente, come testimoniarono gli imponenti funerali svoltisi a Milano. Riuscito a coronare il sogno di correre per la Ferrari, Lorenzo brillò subito nel mondiale marche, svettando però solo una volta in F.1.
Il '67 doveva essere il suo anno, quello buono per il titolo iridato, ma all'81° giro del GP di Montecarlo la fortuna gli voltò nuovamente le spalle. In modo definitivo. Esattamente il10 maggio, quando Lorenzo Bandini cessò di vivere nel nosocomio di Montecarlo, dov'era ricoverato dallo schianto avvenuto tre giorni prima alla chicane del porto di Montecarlo.
Aveva 31 anni. La sua carriera era stata una scalata lenta, meticolosa, faticosa, con i vari gradini saliti con enormi sacrifici, fino alla vetta della F.1, fino all'Olimpo della Ferrari, fino alla gloria della prima vittoria iridata. E, passo dopo passo, era giunta l'ora di puntare al titolo iridato, se non fosse stato per una curva del destino, una maledetta chicane: innaturale, artificiosa come tutte le chicane, e mortale per Bandini.
Fino a quel momento, al contrario delle tante soddisfazioni ricevute dalle gare Sport, in F.1, la sorte gli era stata favorevole solo in una occasione, nel Gran Premio d'Austria del '64, anche se erano stati tanti gli episodi che lo avevano visto protagonista.
Il più clamoroso, che inquadra anche l'uomo Bandini, è forse quello riguardante il Gran Premio del Messico del '64, in occasione dell'ultimo appuntamento iridato, dove il pilota italiano aveva determinato la conquista del titolo del suo capitano John Surtees, in lizza con Graham Hill e Jim Clark, tamponando l'inglese e, dopo il ritiro dello scozzese, facendosi superare dal suo capitano, che aveva così conquistato l'iride.
Un'iride cui Lorenzo crede fermamente nel '67. A Montecarlo, è determinato a vincere. Può farcela. Al via, scatta subito in testa non accorgendosi che alle sue spalle Brabham inonda la pista di olio per la rottura del motore: lo vedono tutti tranne lui, che è appunto davanti, e che su quell'olio finirà nel giro successivo perdendo la leadership.
Bandini riprende con più rabbia e compie sorpassi su sorpassi. È 2° quando mancano 19 giri alla fine: esce dal tunnel, imbocca la chicane, ma invece di uscirne, sbatte violentemente contro una balla di paglia: la macchina si capovolge, prende fuoco, imprigionando il pilota in una gabbia rovente.
La monoposto del ferrarista verrà trovata in 5° marcia quando invec
e avrebbe dovuto essere in 3°: la tesi più accreditata sarà quindi quella della stanchezza del milanese, che aveva dato il massimo e forse anche di più. La reazione di sua moglie Margherita fu di un dolore composto, forse per rispettare la volontà di Lorenzo, che tante volte aveva ammonito: «In caso di incidenti, non fate drammi».


lunedì 1 dicembre 2008

Chi se lo ricorda ? - Grand Prix 1966 - Un film che rende alla perfezione il fascino e il rischio delle Formula 1 degli anni sessanta!

Questo è stato il miglior film ambientato nella formula 1 di tutti i tempi: il film, sono una serie di storie tra piloti, incidenti, amori, liti, la lotta per il mondiale e sporattutto i Motori, i veri protagonisti.
Questo film è assolutamente imperdibile per chi ama l'automobilismo e la F1 d'epoca, i circuiti, le macchine, "l'ambiente" della F1 di un tempo sono eccellentemente riprodotti.
Il film è girato durante la stagione 1966, il regista è riuscito a fondere scene reali con quelle finte, i più attenti noteranno (ma in realtà è abbastanza evidente) che alle F1 si alternano F2 cammuffate che fanno da "controfigura".
La cosa più eclatante di questo film è il livello tecnico altissimo per l'epoca, noi siamo abituati alle camera car micoroscopiche, all'epoca dovettero rinforzare le sospensioni delle monoposto per montarle su...
Ci sono un sacco di comparse illustri: Hill, Clark, e molti altri, altra comparsa illustre è... il reparto corse Ferrari, quello dove realizzano le F1, in cui sono ambientate alcune scene, Enzo Ferrari non c'è, è ovviamente sostituito da Adolfo Cieli...
I circuiti... Spa (quella di 14km), Silversone (quella veloce), Monaco (senza chicane), Nurburgring (quello di 23km) e Monza in cui è ambientato il memorabile finale (senza chicane e con l'uso delle sopraelevate, ed ho detto tutto...curiosamente però le sopraelevate nella F1 dell'epoca non venivano già più usate data l'alta pericolosità furono in realtà abbandonate nel '62)
ripeto, nonostante il film in se non è questo gran capolavoro per chi ama l'automobilismo consiglio assolutamente di guardarlo....

sabato 29 novembre 2008

Nell'Aprile di 40 anni fa si spense JIM CLARK - Lo Scozzese Volante

Jim Clark... in soli 8 anni di formula 1 costrui' la sua leggenda...
Una storia di altri tempi, una storia di un pilota straordinario che nonostante la grande popolarita', le vittorie, i trionfi, la fama, la ricchezza mantenne sempre un legame fortissimo con la sua terra... la Scozia... e la semplicita' di agricoltore, qual era, ma era anche lo Scozzese Volante...
Vinse moltissimo: due titoli mondiali '63 e '65, 25 gran premi con 33 pole poistion; trionfo' e fu il primo europeo a farlo nella 500 miglia di Indianapolis; domino' con la Lotus numero 82 rispondendo cosi' allo scetticismo statunitense.

Quello che colpiva maggiormente di Clark era l'intelligenza della sua guida, della sua tattica di corsa, la calma, la tranquillita' di un sorriso spontaneo, simpatico, disponibile con tutti... certo erano altri tempi e la formula 1 piu' che un circo era un circolo, un club, ristretto di amici, dove oltre ai soldi per correre esisteva anche la dote naturale e per correre si chiedeva anche il permesso ai genitori e cosi' avvenne anche per Clark. Reg Pernell dell'Aston Martin per farlo esordire in formula 1 dovette andare alla fattoria dei Clark, nel Berwickshire, sotto Edimburgo, affinche' il giovane 23enne di Kilmany potesse girare il mondo con le monoposto. Alla domanda, puo' vincere?, rispose diventera' campione del mondo. Ebbe il permesso.

La macchina pero', per questioni finanziarie' arrivo' dalla Lotus e da un certo Colin Chapman... il Ferrari d'Inghilterra. Nel 1960 nacque cosi', al Gran Premio d'Olanda a Zandvoort, il mitico binomio.
Trovo' il posto fisso nella verde Lotus dopo il successivo Gran Premio del Belgio, infatti Alan Stacey pilota ufficiale fu colpito in pieno viso da uccello mentre percorreva un rettilineo a 280 all'ora.
E la morte segno' la sua esistenza come nel '61, a Monza, urto' la Ferrari di Von Trips che volo' tra la gente: 14 morti. Vicino al corpo di Von Trips un disperato Jim Clark. Quella tragica giornata si cancello' dalla memoria del pubblico grazie alla prestazione di Clark nel 1967. Al comando per gran parte del Gran Premio d'Italia, e' costretto ai box per una foratura, rientra, recupera un giro e ritorna in testa, quando vede il traguardo finisce la benzina e chiude terzo. Per tutti e' il vincitore.
La guida precisa, la classe e la determinazione sorretta da una quiete interiore lo fanno sembrare intoccabile. Ma Jim Clark non fece i conti con il destino... muore ad Hockenheim, in formula 2: la sua Lotus fini' fuori strada, incredibilmente in rettilineo, Clark mori' sul colpo. Nessuno vide niente... quel che e' certo che qualcosa accadde alla macchina e che questa sfuggi' di mano al suo pilota.
Quel che e' certo e' che al sesto giro sul circuito tedesco di Hockenheim il 7 aprile del 1968 Jim Clark non passo' piu'.
Aveva 32 anni. Sono passati quarant'anni e la sua storia e' diventata leggenda, la leggenda dello scozzese volante...

venerdì 28 novembre 2008

Alonso: "Voglio un altro Mondiale"

La stagione tutto sommato positiva alla Renault ha rilanciato le ambizioni di Fernando Alonso, che ora, con le voci su un suo passaggio in Ferrari nel 2010 sempre più insistenti, torna a pensare in grande.

"Non lascerò la Formula 1 senza essere tornato campione del mondo, entro la fine della carriera vincerò un altro titolo - le parole del pilota spagnolo a Cadena Ser -, magari già il prossimo anno quando credo che con la nuova macchina potremo lottare per le posizioni di vertice".

Poi sulla rivalità con Hamilton: "Non è così grande come la dipingono in Inghilterra o in Spagna, parliamo sempre quando ci vediamo e sono stato felice per lui quando ha vinto il Mondiale".

mercoledì 26 novembre 2008

Ferrari: Test a Fiorano per Bortolotti, Piscopo e Cicatelli - Il neocampione di Formula 3 Bortolotti ha siglato il nuovo record della pista di Fiorano

A Fiorano i primi tre classificati del Tricolore di F.3 hanno provato la F2008. Il trentino cresciuto a Vienna ritocca il record della pista: "Meglio di cosi non poteva andare". Bravi anche Piscopo e Cicatelli. Intanto il Banco Santander sarà sponsor della rossa dal 2010: porterà anche Alonso?

Si e' appena conclusa sulla pista di Fiorano (MO) una giornata memorabile per i protagonisti del Campionato Italiano Formula 3, la prestigiosa serie tricolore da quest’anno motorizzata Fiat Powertrain Technologies Racing (FPT Racing). Grazie all’iniziativa voluta dalla Scuderia Ferrari e dalla federazione nazionale ACI-CSAI, Mirko Bortolotti, Edoardo Piscopo e Salvatore Cicatelli, i primi tre piloti classificatisi al termine della stagione 2008, si sono infatti alternati al volante della Ferrari F2008 in un’intera giornata di test seguiti dai tecnici della Squadra Corse guidati dal team manager Luca Baldisseri. Dalle 10 del mattino fino alle 16.30 la monoposto piu' desiderata da qualsiasi pilota al mondo e' stata cosi' tutta per i tre giovani talenti dell’automobilismo italiano e sotto gli sguardi del consueto pubblico ferrarista che ad ogni acuto dell’8 cilindri di Maranello si assiepano come sempre lungo le recinzioni del tracciato di prova.
Una vera giornata di lavoro, quindi ed i tre piloti hanno voluto onorare il prestigioso appuntamento lasciando del tutto stupiti i tecnici Ferrari grazie ad un approccio professionale ed a tempi sul giro tutt’altro che da debuttanti.
Tanto che proprio nelle ultime tornate della giornata il trentino Mirko
Bortolotti, il Campione Italiano di Formula 3 in carica, ha siglato il nuovo record della pista fermando i cronometri su 59”111 al termine di 40 giri ,migliorando il precedente primato fissato quest'anno dal pilota collaudatore Andrea Bertolini(fresco campione del FiaGT con la Maserati).
“E’ stata un’esperienza unica - ha commentato Bortolotti - Stamattina era molto difficile dovendo provare la guida di una Formula 1 su una pista umida. Per me si e' realizzato un sogno. Mi sono trovato subito a mio agio perché la macchina ti trasmette subito confidenza. Non e' paragonabile a nessun altra vettura e le maggiori difficolta' le ho trovate nello sfruttare al meglio la frenata. Alla fine e' arrivato anche il record e meglio di cosi' non poteva andare, ma devo dire che anche senza sarei stato contento lo stesso”. Entusiasti, naturalmente, anche i suoi due altri colleghi. “E’ una macchina molto impegnativa che pero' ti invoglia ad andare forte perché e' molto ben bilanciata – ha spiegato il romano Edoardo Piscopo, autore di 29 giri con il migliore in 1’00”336 - E’ una Formula 3 in grande, l’impostazione e' la stessa anche se e' tutto amplificato dal carico aerodinamico, alla frenata, alla accelerazione, alla velocita'. Oggi e' stato bellissimo, un sogno si e' avverato e spero tanto che un giorno mi sia data ancora la possibilita' di mostrare il mio talento su una Formula 1. Meglio se Ferrari, naturalmente”. “Sono rimasto molto impressionato all’inizio per la potenza – ha commentato Salvatore Cicatelli che ha completato 33 giri siglando il miglior tempo in 1’01.243- poi ho iniziato a prendere confidenza. Non avevo mai provato una vettura cosi' potente. E’ stato molto difficile all’inizio abituarmi anche alla frenata poi con il passare dei giri diventava tutto piu' facile. Prima di salire in macchina provavo per l’emozione, poi tutto si e' acquetato ed ho pensato solo a guidare bene e a non commettere errori”. La maturita' e peraltro anche la velocita' dei tre giovani piloti italiani ha stupito anche Baldisserri (nella foto). “Siamo innanzitutto grati alla CSAI – ha dichiarato il team manager della Scuderia Ferrari – per aver realizzato un campionato, come la Formula 3, che ha permesso di avere con noi questi tre ragazzi. Sono stati fantastici, non hanno commesso nemmeno un errore nonostante le condizioni di pista umida del mattino. Abbiamo fatto un percorso attraverso il simulatore, il nostro collaudatore Andrea Bertolini e' stato il loro tutor, ma hanno imparato molto velocemente. Hanno tutti potenzialita' enormi. Questa giornata e' stata per noi un’esperienza unica, non ha paragoni con il passato anche quando nel ’95 provarono altri piloti che avevano altre esperienze”. Alle 17 la giornata si e' poi conclusa con la conferenza stampa tenuta alla presenza del Vice Presidente della Ferrari Piero Ferrari e di Luigi Macaluso, Presidente di ACI- CSAI. “La Formula 3 e la Formula Azzurra - ha dichiarato il Presidente CSAI - sono i nostri grandi investimenti per i giovani ed oggi li festeggiamo con una iniziativa straordinaria. E’ assolutamente fantastico avere qui oggi i nostri ragazzi. Uno di loro ha 20 anni, gli altri due solo 18 e tra questi Cicatelli non ha nemmeno la patente. Oggi hanno guidato una Ferrari di Formula 1 e gli e' stato regalato un sogno”
SPAGNOLI IN FERRARI - Intanto oggi dalla Spagna è balzata un'altra conferma: il Banco Santander sarà sponsor della Ferrari dal 2010.
Il gruppo spagnolo è sponsor della McLaren dal 2007, quando seguì Fernando Alonso nel team di Ron Dennis. Anche dopo l'addio dello spagnolo, tornato il Renault dopo un anno burrascoso a Woking, Banco Santander è rimasto sponsor della McLaren ma dal 2010 passerà alla Ferrari. Stessa cosa farà Alonso? Emilio Botin, presidente della banca spagnola, lo spera ma non si sbilancia: "Santander diventerà sponsor della Ferrari nel 2010, questa è una cosa certa- ha detto Botin al quotidiano spagnolo AS- e Alonso è il miglior pilota del mondo, non ci sono dubbi. Ci piacerebbe lavorare di nuovo con lui. Lo ammiro, sono un suo estimatore e se si può avere il miglior pilota del pianeta, meglio. Ma questo non è qualcosa che dipende solo da noi. Alonso ha dimostrato che è il numero uno anche quando le cose non sono andate bene. Anche nei momenti difficili ha dimostrato di essere un campione. La Ferrari poi è una squadra sensazionale. Abbiamo in comune anche il colore (il colore aziendale del Santander è il rosso) e questo è importante".

martedì 25 novembre 2008

Ferrari da scoprire! : Domani test a Fiorano per i piloti primi tre classificati del Campionato Italiano Formula 3

Ci siamo. Per Mirko Bortolotti, Edoardo Piscopo e Salvatore Cicatelli e' giunto il grande momento. Domani infatti i primi tre piloti classificati nel Campionato Italiano Formula 3 2008 sosterranno a Fiorano (MO) un’intera giornata di test al volante della Ferrari F2008, la monoposto che ha regalato alla Casa di Maranello l’ottavo titolo Costruttori negli ultimi dieci anni del Campionato Mondiale di Formula 1. Grazie alla Scuderia Ferrari e ad ACI-CSAI i tre grandi protagonisti della scorsa stagione di Formula 3, la prestigiosa serie tricolore da quest’anno motorizzata Fiat Powertrain Technologies Racing (FPT Racing) attraverso il propulsore 420F3 (2.0 16V), sono pronti ad un grande giorno. Un’occasione memorabile per la quale Bortolotti, Piscopo e Cicatelli sono stati gia' introdotti in uno specifico programma di avvicinamento. Nelle scorse settimane, oltre ad incontrare i tecnici della Squadra Corse Ferrari, i tre giovani piloti hanno infatti svolto una lunga sessione di guida virtuale al simulatore del Centro Ricerche Fiat di Torino, assistiti anche da Andrea Bertolini, pilota collaudatore Ferrari.

La giornata di test organizzata da Scuderia Ferrari ed ACI-CSAI si articolera' a partire dalle ore 10 di domani 26 novembre con i tre giovani talenti del vivaio tricolore impegnati al volante della Ferrari Formula 1 e seguiti dai tecnici della Sq
uadra Corse. Alle 17 la giornata si concludera' con una conferenza stampa tenuta sempre a Fiorano alla presenza del Vice Presidente della Ferrari Piero Ferrari e di Luigi Macaluso, Presidente di ACI- CSAI. Alla conferenza stampa partecipera' parte anche il team manager della Scuderia Ferrari, Luca Baldisserri oltre naturalmente ai tre piloti.

La giornata di test Scuderia Ferrari – ACI-CSAI potra' essere vissuta direttamente anche dagli organi di informazione. Un’occasione per seguire da vicino una giornata memorabile per i tre giovani piloti italiani e per tutto l’automobilismo tricolore. Chi sono i tre piloti impegnati nei test :

Mirko Bortolotti, 18 anni nato a Trento e residente a P
ietramurata nel comune di Dro (TN), ha esordito nell’automobilismo dopo aver vinto la selezione indetta nell’ambito del “Progetto Giovani” di ACI-CSAI per la partecipazione al Campionato Italiano Formula Azzurra, Trofeo Michele Alboreto, ad un minimo costo (30% del budget totale). Nella stagione d’esordio e' secondo assoluto, mentre il debutto in Formula 3 e' l’anno seguente dove chiude quarto. Quest’anno il trionfo con la vittoria del Campionato Italiano Formula 3 cogliendo 9 vittorie, 6 pole position e 5 giri piu' veloci nei colori del Lucidi Motors.

Edoardo Piscopo, 20 annni, nato a Roma, dove vive, debutta nell’automobilismo dopo la carriera in karting che gli permette di entrare nel programma giovani di Red Bull partecipando al Campionato USA di Formula BMW dove e' quinto. La stagione seguente partecipa alla serie tricolore di Formula Renault 2.0 chiudendo terzo e guadagnando 10 podi, mentre nel 2007 compie il salto nella Formula 3 Euro Series classificandosi 15° ed ottenendo un podio. Nel 2008 il Campionato Italiano Formula 3 dove e' straordinario protagonista nei colori del Team Ghinzani con 7 vittorie, 8 pole position e 7 giri piu' veloci che gli permettono di rimanere in lotta al titolo fino all’ultima gara e nonostante tre sfortunati ritiri rimanendo cosi' incolpevolmente a secco di punti in altrettante gare.

Salvatore Cicatelli, 18 anni nato a Napoli e re
sidente a Fondi (LT), proveniente dal karting come gli altri suoi colleghi, ha esordito nell’automobilismo lo scorso anno vincendo al debutto il Campionato Italiano Formula Azzurra, Trofeo Michele Alboreto, dove si aggiudica 7 vittorie ed 8 pole position. Quest’anno l’ingresso nel Campionato Italiano Formula 3 dove si classifica al terzo posto assoluto e migliore tra gli esordienti. Suoi 4 piazzamenti sul podio ed un giro piu' veloce nei colori del BVM-Target.

F1: Barrichello ingrato spara sulle “Rosse”

La gratitudine non è di questo mondo. Rubens Barrichello, il pilota che ha corso più gran premi nella storia della Formula 1, ha deciso di sparare a zero sulla Scuderia che lo ha reso famoso. Ricco e famoso. «Mi minacciavano», è stata l’accusa un po’ goffa che l’ormai pensionato Rubens ha lanciato agli uomini di Maranello. Tutto vero. Tanto vero che non era proprio il caso di ricordarlo, anche perché le minacce tirate in ballo da Barrichello altro non sono che gli accordi che lui stesso aveva sottoscritto firmando un principesco contratto. In quel periodo le Rosse dominavano e qualsiasi pilota sarebbe andato gratis a correre per il Cavallino poiché aveva la garanzia, prima di partire, di arrivare almeno secondo.

Rubens ha corso 371 gare in F1 vincendone 9. La sua prima vittoria arrivò nel 2000, proprio nel primo anno con la Ferrari, dopo 128 gran premi. L’accusa di Rubens si riferisce al GP d’Austria del 2002 quando, come era negli accordi e nella logica, nel finale della gara doveva lasciare strada al suo caposquadra Schumi. Rubens attese fino all’ultima curva per fare quello che il campione del mondo Raikkonen ha fatto con serenità nel recente GP di Cina per aiutare il compagno Massa. Nel 2002 Barrichello, solo grazie alla Ferrari, vinse 4 gare e diventò vicecampione del mondo.

FIA GT: Bertolini campione del mondo

domenica 23 novembre 2008

FIA GT : MASERATI MC12 CAMPIONE con Bertolini e Bartels

Pronostico confermato , il titolo di Campioni del Mondo FIA GT regolarmente conquistato: nella nazione di Juan Manuel Fangio, indimenticabile Campione del Mondo F.1 nel 1957 con Maserati, oggi Andrea Bertolini e Michael Bartels hanno aggiunto un altro alloro al ricco palmares della Casa del Tridente.

Merito loro, e merito anche della Maserati MC12 del Vitaphone Racing Team che guidano, con la quale hanno conquistato il loro secondo titolo Piloti nel Campionato Internazionale FIA GT, dopo quello ottenuto nel 2006. Titolo che porta a tre di file le affermazioni del team tedesca, dopo quello dell’anno scorso con Thomas Biagi.

E tanto per chiudere in bellezza e confermare un altro dominio il Vitaphone Racing Team si è aggiudicato anche il Campionato Scuderie per la quarta volta consecutiva, a dimostrazione dell’alta capacità professionale della squadra e della caratura di altissimo livello dei piloti schierati.

Questo nonostante la seconda MC12 - guidata da Miguel Ramos e Alexandre Negrao - oggi non abbia visto la bandiera a scacchi a causa di un ritiro che è pur sempre valso ai due piloti un prezioso terzo posto finale.

Insomma missione compiuta, per un team che sta mostrando ormai una costante, longeva e fortissima competitività come confermano anche le vittorie di ben tre edizioni della classica 24 Ore di Spa negli ultimi quattro anni.

Tutto a consacrare il ritorno di Maserati ai massimi livelli, che con la MC 12 dal debutto (nel 2004) ad oggi, ha conquistato nel complesso 10 titoli nel FIA GT (4 piloti, 4 scuderie e 2 costruttori) e contro avversari di alto livello, specie in questa edizione 2008 del Campionato Internazionale FIA GT che visto in pista cinque marche differenti.

Che oltre alla Maserati, sono Aston Martin, Chevrolet Corvette, Ferrari e Lamborghini nella categoria GT1, e Ferrari e Porsche nella classe GT2. Un grande ritorno della seria che in ogni gara ha visto iscritte oltre venti vetture.

Per quanto riguarda la corsa odierna, la cronaca di questa ultima prova ha visto scattare Bertolini in terza posizione dietro a Mackowiecki e Fassle. Il modenese, verificate le difficilissime condizioni di aderenza della pista provocate da vento polvere e sabbia e dal nuovo manto poco consistente ha adottato una tattica conservativa insieme al compagno Bartels, facendo sfilare gli avversari per controllare la gara e non prendere rischi.

Numerosissimi gli incidenti con solo 5 macchine al traguardo: alla 20° tornata Negrao perdeva aderenza alla curva 16 ed è stato costretto al ritiro. Ma oggi è festa lo stesso, come raccontano i due neo campioni del mondo. A cominciare da Andrea Bertolini:

E’ stata una gara durissima, in ogni staccata la macchina aspirava polvere e sabbia e diventava incontrollabile , per questo ho cercato di guidarla con la massima dolcezza per portarla al traguardo perché un ince dente avrebbe compromesso tutto. Quando sono salito a bordo per affrontare l’ultimo e decisivo turno ho sentito su di me una responsabilità enorme, ma per fortuna è andato tutto bene“.

Michael Bartels: “Le condizioni della pista erano davvero difficili e questo ha trasformato questa gara che doveva essere una passeggiata in una sorta di lotteria dove è successo di tutto. Alla fine siamo usciti ancora una volta Campioni ed è questo quello ciò che conta.

Mi preme ringraziare qui dall’Argentina Stephane Sarrazin ed Eric van de Poele per il fantastico che lavoro che hanno fatto a Spa permettendoci di vincere la 24 Ore che anche quest’anno si è rivelata la gara determinante. Sottolineo poi il gran lavoro della comunità di San Luis per realizzare in soli 9 mesi questo circuito ».

Classifica San Luis (Argentina) - 10° prova Campionato Internazionale FIA GT
1. Longin/Kumpen (Saleen S7) dopo 51 giri alla media di 159,63 Km/h;
2. Hezemans/Gollin (Corvette Z06) +0″561;
3. Soulet/ledesman/Fumal (Corvette Z06) +34″211;
4. Lopez/Tuero (Ferrari 550 Maranello) +1′42″310;
5. Bertoli ni/Bartels (Vitaphone Racing Team- Maserati MC12) +2′13″996;.
DNF Ramos/Negraõ (Vitaphone Racing Team Maserati MC12)

Classifica finale FIA GT 2008
1. Bertolini/Bartels 70 punti;
2. Hezemans/Gollin 66 p.;
3. Ramos/Negraõ 52.5 p.

Stagione 2009 - Nuova proposta per le qualifiche

La Fota discute di un nuovo possibile format per le qualifiche del sabato: tutte le macchine in pista con la stessa quantità di carburante con punti e premi in denaro assegnati al pole-man
Si susseguono le proposte della FOTA (la Formula One Teams Association) per rendere più avvincente e appetibile la giornata delle qualifiche del sabato per la prossima stagione. L'associazione delle scuderie di Formula1 si riunirà il prossimo 4 dicembre per discutere di un nuovo format da adottare per la sessione del sabato: tutte le monoposto in pista contemporaneamente, con la stessa quantità di carburante. Il pilota più lento verrà eliminato di giro in giro, fino a ridurre le macchine a sole 6 unità: saranno queste, una volta cambiate le gomme (ma sempre con lo stesso livello di carburante), a giocarsi la pole position. Da vagliare anche la possibilità di assegnare un punto e un premio in denaro al pilota che realizzerà la pole.

Il nuovo format, che, se avvallato, dovrà comunque ricevere l'ok dalla Fia, stride, però, con le recenti affermazioni di Bernie Ecclestone: il patron della Formula1 ha recentemente esposto una sua proposta per vivacizzare il week-end di gare, eliminando i punti in classifica sostituiti con l'assegnazione di medaglie ai primi tre piloti classificati in gara. In questo modo chi conquisterà più medaglie d'oro (quindi, primi posti) guiderà la graduatoria nel campionato-piloti.

sabato 22 novembre 2008

Valentino Rossi - Test al Mugello Ufficial Video Ferrari

John Surtees - Un Campione Unico

Non era mai successo prima, non è più accaduto ed è altamente improbabile che accada ancora: che un pilota, dopo essere diventato campione del mondo di motociclismo per 7 volte, si fregi della corona iridata anche con le quattro ruote, esattamente in Formula 1.
Protagonista di questa impresa unica nella storia delle competizioni, John Surtees.
Prima di passare all'automobilismo, l'inglese aveva corso con le due ruote (gavetta classica del mondo delle corse dagli inizi del secolo fino agli anni sessanta e che aveva percorso anche Mike Hailwood arrivando però solo al titolo europeo di Formula 2 nel '72), svettando per ben sette volte nel campionato del mondo con l'italiana MV Agusta.
Ed è sempre l'Italia a consentire a Surtees di primeggiare anche in Formula1, visto che John conquista il titolo iridato con l'italianissima Ferrari nel 1964.
Nella stagione successiva, non c'è nulla da fare per nessuno contro lo strapotere della Lotus e di Jim Clark, e la Ferrari deve segnare il passo, con Surtees che ottiene come miglior risultato un secondo posto nella gara in Sud Africa. Nel corso della stagione, l'armonia fra il pilota inglese e il team modenese, va sempre più deteriorandosi coinvolgendo Bandini, suo compagno di squadra, e Eugenio Dragoni, direttore sportivo, per esplodere clamorosamente nel '66: dopo solo due gran premi, Surtees viene infatti licenziato in tronco accusato di fornire informazioni preziose alla concorrente Lola per la realizzazione di una vettura Sport.
Si chiude così fra mille polemiche il rapporto fra il Cavallino rampante e John Surtees, una collaborazione che Enzo Ferrari ha tratteggiato in questo modo nel suo "Piloti che gente": "Sono note le mie simpatie per gli ex motociclisti,(quindi a Enzo Ferrari Valentino Rossi sarebbe piaciuto molto!) che hanno esperienza, conoscenza meccanica, pratica di velocità, senso agonistico e, non ultima, operosità di umile lavoro.
John Surtees era uno di questi ex e compendiava tutte le grandi capacità che ho elencato. Di John mi piaceva la tecnica, la passione, lo spirito che in parti uguali e senza risparmio profondeva nella competizione. Mi piaceva la sua serietà: studiava la corsa e si preparava con conoscenza e impegno; attento a ogni particolare, meticoloso, osservava gli avversari, le macchine, le caratteristiche della pista, sempre alla ricerca del particolare da sfruttare, del dettaglio da risolvere a proprio vantaggio. E così era anche nei confronti della sua macchina: non era mai contento, perché sapeva che in meccanica c'è sempre "qualche cosa d'altro" che si può scovare, in barba alla logica e al calcolo esatto.
In corsa, Big John viveva la competizione minuto per minuto. Dopo essere stato un grande campione sulle due ruote - sette volte mondiale - conquistò con la Ferrari 158 il titolo mondiale nel 1964. Ebbe poi un grave incidente in Canada, ma in poco tempo ritornò sulle piste.
Divorziò dalla Ferrari nel 1966, e poteva essere con facilità il suo secondo alloro mondiale sulle quattro ruote. Inutile ricordare come e perché si giunse a una separazione che spiacque agli sportivi, nè desidero rievocare certi aspetti polemici che John assunse nei confronti del compagno di squadra Bandini, del direttore sportivo Dragoni e dei tecnici del reparto corse".

giovedì 20 novembre 2008

Valentino di nuovo in Formula 1 sulla Ferrari nel suo primo giorno di test al Mugello

Ad assistere al test dell'otto volte campione del mondo sulle due ruote erano presenti anche Davide Brivio, team manager Yamaha, il padre Graziano e Stefano Domenicali per la "rossa" di Maranello. Ventisei giri con un miglior tempo di 1'23''09 (a quasi due secondi da Massa e Raikkonen)
Rossi sulla Rossa: alla fine Valentino è tornato al suo vecchio amore e oggi, dopo dopo le 11, è sceso di nuovo in pista al Mugello con la Ferrari F2008, la macchina che ha appena corso il mondiale. Ferrari, Yamaha e il team del campione hanno sottolineato in ogni modo che questo è solo "una specie di regalo che la casa di Maranello ha voluto fare a Rossi per il suo mondiale". Il problema è che tutti dicevano la stessa cosa anche tre anno fa, quando si scoprì alla fine che c'era davvero la possibilità che il fenomeno di Tavullia passasse in F1. Certo, allora Rossi partecipò addirittura a test ufficiali con altri piloti, mentre quella di oggi è quasi una corsetta della domenica.... Però a bordo pista ad assistere ai test si sono visti anche il Team manager Yamaha, Davide Brivio, il padre Graziano Rossi e il direttore generale della Gestione sportiva, Ferrari Stefano Domenicali. Un pubblico da grandi eventi, insomma. D'altra parte, secondo indiscrezioni, Rossi l'altra volta aveva davvero stupito sulla Ferrari di F1.
E non tanto per i tempi sul giro quanto per alcuni tratti di pista (le curve per essere precisi) percorsi con la stessa velocità dei veri piloti di F1. E' lì che oggi si fanno i tempi ed è lì che Valentino, convinse i super tecnici che il suo passaggio in F1 poteva avere un senso. La telemetria insomma non sbaglia e se allora aveva promosso a pieni voti Valentino c'è da scommettere che succederà anche nei test di questi giorni. Per ora Rossi ha già percorso una trentina i giri, prendendo confidenza con una macchina che (rispetto a quella che aveva guidato tempo fa) non ha più il controllo di trazione elettronico. Poco prima della sosta per il pranzo, i tempi hanno cominciato a scendere fino a far segnare un ufficioso 1'23"930, a poco più di 2 secondi dal tempo del collaudatore Ferrari Luca Badoer, effettuato con la stessa vettura nel settembre scorso. Intanto una cosa è certa: nel mondo della F1 e della MotoGp, come la storia insegna, i contratti sono carta straccia e il fatto che Massa, Raikkonen e Rossi abbiano già firmato accordi per i prossimi anni non vuol dire proprio nulla: pagando si risolve tutto. Nelle massime categorie automobilistiche e motociclistiche funziona così...