sabato 23 maggio 2009

Ferrari, ottimo risultato in qualifica a Montecarlo

Il brasiliano: «Speriamo di fare una grande gara». Domenicali: «Importante tornare davanti»

Tutto sommato va bene così. Felipe Massa è finito quinto nelle qualifiche del GP di Monaco al termine di una sessione piuttosto sfortunata per lui: prima ha toccato il guard rail con il muso, poi non è riuscito a liberarsi del traffico. «Speriamo di riuscire a fare buona gara - ha detto il brasiliano - Speriamo in un altro salto di qualità. Questo risultato è una nuova prova che la Ferrari cresce. Piano piano stiamo tornando a lottare per le posizioni migliori. Oggi purtroppo non sono riuscito ad avere mai un giro pulito a causa del traffico». Con Kimi Raikkonen tornato in prima fila (secondo alle spalle del solito Jenson Button), non gli sarebbe dispiaciuto stare davanti con il compagno di squadra. «Sarebbe stato bello finire con due auto nei primi tre posti - ha detto ancora Massa - La gara? Sicuramente è un buon risultato partire nei primi cinque, credo di avere l'auto per riuscire a lottare per posizioni migliori».

DOMENICALI: «IMPORTANTE TORNARE DAVANTI» - «È importante essere riusciti a tornare davanti - ha detto invece Stefano Domenicali, team principal della Ferrari - Un peccato aver perso la pole con Kimi per pochi millesimi (25, ndr). Se potevamo fare meglio? Prendiamo quanto di positivo siamo riusciti a fare. Peccato per Felipe, invece, che è rimasto bloccato dal traffico. Poveretto, non ha potuto fare di più».

ELKANN: «OTTIMA FERRARI» - Al box Ferrari c'era anche un tifoso d'eccezione, John Elkann: «Sono contento - ha detto il vicepresidente della Fiat - La Ferrari è andata bene, siamo contenti di partire da un'ottima posizione, è la dimostrazione che la Ferrari è capace di rimontare».

mercoledì 20 maggio 2009

Ferrari VS FIA : il ricorso è respinto....si andrà in appello

L'Alta Corte di Giustizia di Parigi dà ragione alla Fia e non al team di Maranello. Ora Montezemolo potrà presentare richiesta di appello. Ma il primo round va a Max Mosley

"Facevano fatica a credere ai loro occhi gli uomini e le donne della Ferrari stamattina quando hanno letto sui giornali i nomi delle squadre che hanno manifestato la loro intenzione di correre il prossimo anno in Formula 1. A scorrere l'elenco, trapelato ieri da Parigi, si fa fatica a trovare un nome degno di nota, uno di quelli per cui andare a spendere 400 Euro a testa per un biglietto in tribuna per un Gran Premio (più spese di viaggio e soggiorno..)".

IRONIA FERRARI - Inizia così una delle giornate cruciali per il futuro della Rossa. Con un messaggio al vetriolo pubblicato sul sito web del team di Maranello. La Ferrari, ormai sempre più in guerra con Max Mosley e la Fia, non risparmia le stoccate. Anche quelle un po' cattivelle. Proprio come questa: "Wirth Research, Lola, USF1, Epsilon Euskadi, RML, Formtech, Campos, iSport: queste sono le squadre che l'anno prossimo dovrebbero competere nella Formula Una a due velocità voluta da Mosley. Ma un campionato del mondo con queste squadre, con tutto il rispetto per loro, può avere lo stesso valore della Formula Uno di oggi, dove si affrontano la Ferrari, i grandi costruttori automobilistici e team che hanno fatto la storia di questo sport? Non sarebbe più adeguato chiamarla Formula GP3?"

IL VERDETTO - Un modo come un altro per aumentare, se possibile, la frattura con la Fia. Proprio nel giorno in cui si attendeva il verdetto del Tribunale di Parigi, chiamato a esprimersi sulla disputa tra Ferrari e Federazione in merito all'entrata vigore del nuovo regolamento a partire dal 2010. Il verdetto è arrivato puntuale alle 14:00. L'Alta Corte di Giustizia di Parigi ha respinto il ricorso della Ferrari contro il nuovo regolamento voluto dalla Fia. L'ingiunzione della Rossa è stata bocciata e Montezemolo pare intenzionato a presentare appello.

IL CASO - La Ferrari aveva intentato una causa nei confronti della Fia in quanto il nuovo regolamento voluto da Mosley violerebbe l'accordo sottoscritto tra lo stesso numero uno della Federazione e l'allora capo della Gestione Sportiva di Maranello, Jean Todt, nel 2005. Un patto che concedeva al Cavallino un diritto di veto sulle decisioni della Fia, in quanto la Ferrari funge da rappresentante delle scuderie nel Consiglio Mondiale. La discussione tenutasi martedì a Parigi non aveva avvicinato le parti. I rappresentanti legali del team italiano avevano chiesto una sentenza sospensiva dell'entrata in vigore del regolamento 2010. La Fia, invece, aveva sostenuto che il patto con la Ferrari sarebbe venuto meno con la costituzione della Fota, l'associazione dei team alla quale partecipa la stessa scuderia di Maranello.

sabato 16 maggio 2009

Mosley non molla... e la Ferrari lo porta in tribunale

Dopo l'attesa riunione di Londra tra Federazione e rappresentanti dei team tutti restano sulle proprie posizioni. La rossa denuncia Mosley per violazione del patto della Concordia: martedì prima udienza. Domenicali: "Lavoriamo per trovare una soluzione"

LONDRA (Inghilterra), 15 maggio 2009 - Continua la bufera tra Mosley e la Ferrari. Si è conclusa da poco a Heathrow, aeroporto di Londra, la riunione tra i rappresentati della Federazione internazionale e della Fota (l'associazione che riunisce i team di F.1) per discutere il futuro della F.1. Mosley non è arretrato di un passo dall'idea del budget limitato per i team, limitandosi a ritirare la proposta del doppio regolamento. La Ferrari, da sempre contraria alla linea Mosley, ha deciso di portare in tribunale il presidente della Fia. Secondo l'ultimo Patto della Concordia, siglato nel 2005, i cambiamenti alle regole avrebbero dovuto essere concordati tra Federazione e team. Cosa che non sta avvenendo. Così Maranello si affida alle vie legali. Martedì a Parigi è prevista la prima udienza.

TENSIONE ALTISSIMA — In questo momento la Fota (associazione dei costruttori) è riunita per trovare una posizione unanime per rispondere al diktat di Mosley. Intanto la Fia ha confermato il 29 maggio come termine ultimo per le iscrizioni al Mondiale 2010, anche se la data potrebbe anche slittare. Secondo le prime indiscrezioni, alcuni team avrebbero già aderito mentre altri restano sul pidee di guerra.

MOSLEY — IL presidente della Fia resta scettico sulla possibilità che Toyota, Renault, Red Bull e Ferrari non si iscrivano al Mondiale 2010, il Presidente della Fia è dell'idea che ciò, alla fine, non accadrà: "Sarei molto sorpreso se alla fine lo faranno, perchè dicono stiamo per lasciare ma nello stesso tempo si chiede un provvedimento d'urgenza per cercare di ottenere che le regole non cambino".

DOMENICALI — Stefano Domenicali al termine della riunione non ha voluto entrare nei dettagli ma ha confermato l’azione legale. "Non c’è nulla di nuovo. basta fare riferimento alla presta di posizione assunta dal Consiglio di amministrazione della Ferrari (martedì; n.d.r.), che aveva chiaramente dato al presidente Montezemolo mandato per proteggere i diritti della Ferrari. Stiamo lavorando per trovare una soluzione, la cosa importante è che sia rimarcata in questa occasione l’unità dei team. Ciò è fondamentale per i nostri propositi". Ma la Ferrari correrà il prossimo Mondiale? "Le corse sono importanti, sono la nostra vita ma dobbiamo essere sicuri che si possa disputare il Mondiale in maniera corretta". Ci può essere un tetto che metta tutti d’accordo? "Non è esatto dire qualcosa del genere. Non è solo una questione di tetto alle spese ma anche di gestione della F.1, di quali debbano essere i criteri con cui si fanno le regole". Il tempo stringe: le iscrizioni al prossimo Mondiale si chiudono il 29. "Sapete qual è la nostra posizione, il tempo è poco ma lavoriamo intensamente per trovare una soluzione".

mercoledì 13 maggio 2009

Ferrari fuori dalla F1 nel 2010 se non cambiano i regolamenti

Il Consiglio di Amministrazione della Ferrari riunitosi oggi sotto la presidenza di Luca di Montezemolo, ha esaminato i risultati economici del primo trimestre 2009 che evidenziano una sostanziale tenuta rispetto ai livelli record del 2008, nonostante la forte crisi dell’economia mondiale e quella del settore automobilistico in particolare.

I ricavi dei primi tre mesi sono stati pari a 441 milioni di euro (455,7 milioni di euro nello stesso periodo del 2008). Il primo trimestre si e' chiuso con un utile della gestione ordinaria di 54 milioni di euro contro i 59 milioni del primo trimestre dello scorso anno.

Questi risultati sono stati conseguiti attraverso un continuo rinnovo della gamma, in particolare con il grande successo della Ferrari California e della Scuderia Spider 16M, una costante crescita delle attivita' legate al brand (e-commerce, licensing, merchandising e retail) e un forte impegno di tutta l’azienda per massimizzare le efficienze.

Il CdA ha inoltre esaminato gli sviluppi legati alle recenti decisioni prese dalla Federazione Internazionale dell’Automobile nel Consiglio straordinario del 29 aprile 2009 nonostante questa riunione fosse stata inizialmente convocata solo per una questione disciplinare. Tali decisioni prevedono - per la prima volta nella storia della Formula 1 - un Campionato 2010 con un doppio standard regolamentare, basato su regole tecniche e parametri economici arbitrari.

Il Consiglio ritiene che se questo sara' il quadro normativo della futura Formula 1, verrebbero definitivamente meno le ragioni che hanno motivato la presenza della Ferrari nel Campionato Mondiale durante sessanta edizioni, unico costruttore ad avervi ininterrottamente partecipato fin dalla sua istituzione nel 1950.

Il Consiglio ha anche espresso disappunto per il metodo seguito dalla FIA nell’adottare decisioni cosi' gravi rifiutando un’effettiva concertazione con i costruttori ed i team; cio' e' avvenuto in spregio alle regole di governance che hanno contribuito allo sviluppo della Formula 1 negli ultimi 25 anni, nonché a chiari impegni contrattualmente assunti con la Ferrari dalla Federazione stessa in materia di stabilita' regolamentare fino al 2012.

Norme uguali per tutti, stabilita' di regolamenti, continuita' del metodico e progressivo lavoro di diminuzione dei costi da parte della FOTA e governance della Formula 1 sono le priorita' per il futuro. Se questi presupposti indispensabili non saranno rispettati e se i regolamenti decisi per il 2010 non cambieranno, la Ferrari non intende iscrivere le proprie monoposto al prossimo Campionato del Mondo di Formula 1.

La Ferrari confida che i tanti tifosi nel mondo comprenderanno come questa dolorosa scelta sia coerente con il comportamento che la Scuderia ha sempre tenuto nel difendere i valori sportivi e tecnici dell’automobilismo e della Formula 1 in particolare.

Il Consiglio ha infine dato mandato al Presidente di esaminare le sedi ed i modi piu' opportuni per tutelare gli interessi della Societa'.

domenica 10 maggio 2009

GP Spagna : A Barcellona quarta vittoria per Button, doppietta Brawn

BARCELLONA – Secondo Marc Gene la nuova Ferrari doveva rappresentare un passo in avanti rivoluzionario non solo per la scuderia di Maranello, ma per l’intera Formula 1. Bene, allora eccovi servite pole position, vittoria con doppietta e giro veloce… della Brawn GP.

Ma come? Ancora loro? E le Ferrari con il loro enorme step evolutivo? Una ritirata e l’altra a punti… ma per miracolo. Dopo l’errore umano delle qualifiche, Kimi Raikkonen ha dovuto abbandonare il GP di Spagna anzitempo a causa di un problema meccanico, mentre faticava a sorpassare Nick Heidfeld, in una concitata (ma nemmeno troppo) battaglia per la nona posizione.

Meglio sembrava andare per Felipe Massa: terzo e vicino alla coppia Barrichello-Button fino a che ha tenuto le gomme morbide, per poi crollare miseramente quando ha messo le dure. Perso il podio per l’ottima strategia di Webber, Massa ha dovuto lasciar passare anche Vettel, che a fatica (anche se il circuito ha molti meriti) aveva tenuto dietro per quasi tutta la durata della gara. Il motivo? Un malfunzionamento nella pompa della benzina al momento del pit-stop, che ha proiettato il brasiliano verso una drammatica scelta negli ultimi giri: rimanere a secco e non prendere alcun punto, rifornire e forse prendere un punto, oppure rallentare e portare a casa tre punti. Giustamente, ha scelto l’ultima.

Il ritiro di Raikkonen e il problema di Massa sono serviti solo a mascherare la verità: la Ferrari non è ancora al livello di Brawn GP e Red Bull. I primi hanno letteralmente ammazzato la gara, permettendosi di cambiare strategie a piacimento, gli altri hanno concluso subito dietro, con un altro podio per la ex (molto molto ex) Jaguar.

Barrichello era andato in testa alla prima curva con Button a seguirlo a circa un secondo, ma già dopo la prima sosta, Ross Brawn aveva deciso di diversificare gli stint dei due piloti: più lungo quello dell’inglese, passato da 3 a 2 pit, più corto quello del brasiliano, che non è riuscito a sfruttare le gomme morbide e a tornare al successo per la prima volta dal 2004.

Vince ancora Button per la quarta volta in cinque appuntamenti, che accumula un vantaggio notevole sui diretti inseguitori: quello stesso Barrichello che è sempre più seconda guida all’interno della squadra e Vettel, velocissimo ma anche altalenante nei risultati.

A soffrire nella domenica catalana non è stata solo la Ferrari, ma anche McLaren e BMW: il team di Woking lascia quello che ai tempi di Hakkinen era un circuito amico con zero punti, nono Hamilton con problemi di gomme e ritirato Kovalainen per la rottura del cambio. La squadra di Hinwil conquista due punti con il solito Heidfeld, ma anche questa nuova versione della F1.09 non convince per niente.

E’ una Formula 1 d’altri tempi: sembra essere tornati agli anni ’90, con la Brawn nel ruolo della Benetton e la Red Bull in quello della Williams (vedi l’errore di far rifornire Vettel sempre insieme a Massa). La Ferrari sembra quella di Alesi e Berger, e non la superpotenza in grado di vincere gare su gare, mondiali su mondiali. Anche le corse sembrano simili: distacchi ravvicinati nella prima parte, per poi staccarsi con i pit-stop. E come succedeva a quei tempi, sono tornati i maxi-incidenti alla prima curva.

Pos Pilota Naz. Team Tempo
1 Jenson Button GBR Brawn GP 1:37:19.202
2 Rubens Barrichello BRA Brawn GP 0:13.000
3 Mark Webber AUS Red Bull 0:13.900
4 Sebastian Vettel GER Red Bull 0:18.900
5 Fernando Alonso SPA Renault 0:43.100
6 Felipe Massa BRA Ferrari 0:50.800
7 Nick Heidfeld GER BMW Sauber 0:52.300
8 Nico Rosberg GER Williams 1:05.200
9 Lewis Hamilton GBR McLaren 1 Giro
10 Timo Glock GER Toyota 1 Giro
11 Robert Kubica POL BMW Sauber 1 Giro
12 Nelsinho Piquet BRA Renault 1 Giro
13 Kazuki Nakajima GIA Williams 1 Giro
14 Giancarlo Fisichella ITA Force India 1 Giro
15 Kimi Räikkönen FIN Ferrari Ritirato
16 Heikki Kovalainen FIN McLaren Ritirato
17 Jarno Trulli ITA Toyota Ritirato
18 Sébastien Buemi SVI Toro Rosso Ritirato
19 Sébastien Bourdais FRA Toro Rosso Ritirato
20 Adrian Sutil GER Force India Ritirato

sabato 2 maggio 2009

Mosley: "La F.1 può vivere anche senza la Ferrari"

Ieri lettera del presidente Fia a Montezemolo in cui si ribadisce l'esigenza del taglio dei costi. Replica del Cavallino fermo sulle sue posizioni. Oggi nuova intervista con relativa sparata al Financial Times: "Sarebbe triste, ma il nostro sport potrebbe sopravvivere senza la Ferrari"

Max Mosley risponde a stretto giro di posta a Luca Montezemolo. Il presidente della Fia, che mercoledì ha introdotto il tetto di spesa per la F.1 del 2010 scontentando soprattutto la Ferrari, ha replicato al presidente del Cavallino che in una missiva ha pesantemente criticato il provvedimento che a suo dire produrrà come risultato un campionato "fondamentalmente ingiusto e forse anche parziale". "Io spero invece - ha scritto Mosley a Montezemolo - che la Ferrari sia capofila nell'accettare il meccanismo del tetto di spesa, consentendo così ai suoi ingegneri di mettersi al lavoro e ai suoi azionisti di conservare il loro denaro".
CRISI - Mosley in particolare ha voluto ricordare il contesto economico internazionale in cui è maturata questa scelta: "Siamo in una situazione senza precedenti - ha scritto citando anche dichiarazioni di Sergio Marchionne, ad Fiat - l'industria dell'auto e la finanza sono due delle principali risorse degli introiti della F.1. Entrambe sono ora in seria difficoltà. Non possiamo sederci e aspettare, sperando che non accada nulla di brutto. Un costruttore (la Honda; n.d.r.) lo abbiamo già perso e malgrado le mie ripetute richieste nessun costruttore ci ha fornito un impegno legalmente vincolante che sottindenda che continuerà in F.1".
SPESE - "L'attuale livello di spesa - ha proseguito Mosley - è insostenibile, potremmo perdere un altro costruttore in ogni momento. Per ridurre il rischio di un collasso della F.1 dobbiamo consentire ad altri di entrare in F.1 e ridurre i costi drasticamente. È una questione della massima urgenza". Il tetto di spesa consentirebbe a chi vi aderisse, diventando un Cost Regulated Team, V8 non solo illimitati ma con un regime di rotazione libero, kers da 120 kW (anziché 60) applicabile pure sulle ruote anteriori, possibilità di ricorrere alla trazione integrale, ali mobili (l’incidenza di quella anteriore sarà incrementata da 6° a 10° e i piloti potranno modificarla quando vorranno), nessuna restrizione chilometrica nei test invernali e nell’uso della galleria del vento. Montezemolo aveva espresso Mosley per iscritto riserve e lamentele spiegando di essere preoccupato dall'introduzione di un tetto dei costi "principalmente per le difficoltà tecniche a verificare che esso venga rispettato. E inoltre ogni controversia relativa al suo rispetto lederebbe l'immagine della F.1 e potrebbe seriamente danneggiare i team coinvolti".
NOTA FERRARI - Nella serata di ieri la Ferrari aveva ribadito dal proprio sito le sue posizioni sull'argomento: "In merito al futuro della F.1, la Ferrari ribadisce il suo forte impegno e senso di responsabilità per mantenere intatti i valori di questo sport - premette la casa di Maranello - unica squadra ad aver partecipato ininterrottamente a tutte le edizioni del campionato dal 1950 ad oggi, la Ferrari è convinta che questa disciplina debba conservare le sue caratteristiche di ricerca avanzata e di competizione tecnologica e sportiva fra i suoi concorrenti. Insieme a tutti team all'interno della Fota è stata da tempo condivisa la necessità di una sostanziale riduzione dei costi già da quest'anno, l'indispensabilità di una stabilità regolamentare e di un riequilibrio graduale fra costi e ricavi nell'arco dei prossimi due/tre anni. Tutto ciò al fine di permettere agli attuali protagonisti di restare in questa competizione e di favorire l'ingresso di nuove squadre".
SENZA LA FERRARI - In un'intervista al Financial Times di oggi Mosley ha poi rincarato sottolineando che "lo sport potrebbe sopravvivere senza la Ferrari anche se sarebbe molto triste. Se un team va dai suoi dirigenti e dice 'Voglio fare la guerra alla Fia perché voglio poter spendere 100 milioni di sterline in più di quanto la Fia vuole farmi spendere, credo e spero che i dirigenti dicano 'Perché non potete spendere 40 milioni di sterline se gli altri team possono farlo?'". "C'è poco margine per negoziare - ha ribadito Mosley - il tetto è qui per rimanere. C'è spazio per discutere: potrebbe salire o scendere nel 2011. Se l'economia si riprende, diciamo nel 2014, potrebbe aumentare. Ma abbiamo perso la Honda e il vero colpo arriverà quando bisognerá rinnovare gli attuali contratti di sponsorizzazione".

giovedì 30 aprile 2009

Mosley non si ferma e impone il suo Sì al tetto dei costi

Fissato in 44,4 milioni di euro. "Essenziale per non perdere i team". Montezemolo guarda a Le Mans: farà lo starter alla 24 Ore

Max Mosley ha deciso di andare sino in fondo, senza considerare gli avvertimenti di Montezemolo e della associazione dei team. La Ferrari non c'era ieri al Consiglio Mondiale, che ha punito con la condizionale la McLaren, ma il presidente Montezemolo aveva comunque spedito una lunga lettera per chiedere di rinviare la decisione sull'introduzione del tetto di spesa. "Ci vuole più tempo". Niente da fare. Il Consiglio è andato per la sua strada. "Il tetto salariale è essenziale se non vogliamo perdere un po' di team. La gente non ha abbastanza risorse per sopravvivere nella attuale situazione economica", ha spiegato al termine della riunione Mosley, aggiungendo che i dettagli del piano saranno resi noti oggi. Per esempio l'esatto ammontare dei soldi che potranno essere spesi. "Saranno di più dei 30 milioni di sterline (33 milioni di euro; n.d.r.)", si è limitato ad aggiungere il numero Fia. Dovrebbero essere 10 milioni di sterline in più, portando il totale a 44,4 milioni di euro. Cifre che, secondo Mosley, dovrebbero servire ad attrarre nuove scuderie. Come dimostrerebbe il fatto che nei giorni scorsi David Richards (Prodrive) e la Lola avevano manifestato interesse per una F.1 a prezzi calmierati. Ma questa soluzione piace pure agli americani di USF1 (disposti comunque ad entrare anche senza questa misura) e a Giancarlo Minardi, pronto a rituffarsi nel Mondiale.
CONCESSIONI - Il tetto delle spese non piace alla maggior parte dei team che già partecipano alla F.1 in quanto si verrebbero a creare due campionati in uno. Per trovare una equivalenza tra chi vuole continuare a spendere liberamente e chi invece avrà un budget prefissato, la Fia permetterà ai Crt (cost regulated team) di avere delle agevolazioni di carattere tecnico: motori senza limitazione nel regime di rotazione (che per gli altri resterà fissato in 18 mila giri) e senza limiti nello sviluppo, un fondo scocca differente (anche se standardizzato), ali mobili, nessuna richiesta di omologazione, libertà nell'uso di materiali esotici, cambi, galleria del vento (potranno continuare ad usarle in scala 1:1 senza limitazione di velocità), test e simulatori. Non solo, chi vorrà usare il kers, potrà utilizzarne uno di potenza doppia (120 kw) rispetto a quella attuale. Pare addirittura — ma la conferma si avrà solo oggi — che sarà loro consentita la trazione integrale!
DIRITTI - In più ad eventuali nuovi team (il regolamento sportivo allarga il tetto massimo di vetture da 24 a 26) saranno concessi 10 milioni di dollari (7,5 milioni di euro) per il trasporto del materiale alle corse. E chi aderirà al tetto salariale vanterà con Bernie Ecclestone gli stessi diritti, quindi gli stessi soldi, di una scuderia che non accetterà il Budget Cup.
ROTTURA - Concessioni considerate esagerate dalla Fota che farà sapere la propria posizione ufficiale il 6 maggio dopo la riunione di Londra. Ma è chiaro che si sta andando verso la rottura con la Fia e questo potrebbe portare a due scenari: il ritiro delle Case dalla F.1 o la nascita di una serie alternativa.
LE MANS - È solo una coincidenza che la Ferrari abbia reso noto proprio ieri, mentre il Consiglio Mondiale decideva il tetto salariale (con il voto contrario di Gino Macaluso, presidente della Federazione karting) che Montezemolo darà il via alla prossima 24 Ore di Le Mans del 13 giugno? E che ad assistere alla competizione francese ci sarà pure Stefano Domenicali, capo della Ges? No, il messaggio è preciso: la Ferrari si guarda attorno. «Noi facciamo parte della storia delle competizioni. La Ferrari ha corso e vinto in tutte le categorie ad eccezione dei kart», aveva sottolineato al proposito Montezemolo in Bahrain. Aggiungendo che la Ferrari è disposta a restare in una F.1 che continui a coniugare competizione e ricerca tecnologica. "La nostra pazienza è ampia ma non infinita e quando prenderemo una decisione, lo faremo una sola volta".
CLEMENZA FIA - Può darsi che il capo della McLaren sappia scrivere meglio del presi­dente della Ferrari, ma ci permettia­mo di dubitarne. E’ più probabile che Max Mosley abbia i suoi progetti e che non intenda rinunciarvi in cambio di un cordiale sa­luto o di una for­mula di corte­sia. Il numero uno della Fia controlla il Con­siglio Mondiale come un aquilo­ne e lo costringe alle acrobazie che preferisce, da qualsiasi parte tiri il vento. Ieri a Parigi è riuscito a far con­dannare la McLaren senza punirla ­numero d’alta scuola simile a quello riuscito in occasione della prima sen­tenza sulla spy story - e a dichiarare guerra alla Ferrari. La qual cosa equi­vale peraltro a prendere a picconate le fondamenta di casa propria, dato che Maranello è pietra angolare della For­mula 1.

LA VIGNETTA DEL GP

mercoledì 29 aprile 2009

Sentenza McLaren, punizione a metà Squalifica con condizionale

Il Consiglio mondiale della Fia ha sospeso per tre GP il team di Woking reo di aver mentito sul sorpasso Hamilton-Trulli in Australia. Sanzione con la condizionale: sarà operativa, nei prossimi 12 mesi, in caso di nuove infrazioni
Poteva andare peggio. La McLaren è stata squalificata con la condizionale per tre GP del Mondiale di F.1 per aver mentito sul sorpasso di Trulli a Hamilton in Australia. In pratica se dovessero emergere nuovi elementi sulla vicenda o se nei prossimi 12 mesi il team violasse ancora l'articolo 151c del codice di regolamento sportivo, la sanzione diventerebbe operativa. La decisione di sospendere la sanzione è legata alle scuse presentate questa mattina davanti al Consiglio mondiale della Fia dal responsabile Martin Witmarsh a nome della scuderia di Woking. "Tenuto conto del modo aperto e onesto in cui si è rivolto al Consiglio e al cambiamento di cultura che ha assicurato essere in corso nella sua organizzazione, ha precisato il comunicato della Fia.
IL "MISFATTO" - La McLaren è stata chiamata a rispondere delle bugie dette da Hamilton dopo il GP d’Australia, allo scopo di provocare la penalizzazione di Jarno Trulli (Toyota) per un sorpasso effettuato ai suoi danni in regime di Safety car e bandiere gialle nel corso della prima gara del Mondiale e così salire sul podio al posto proprio dell’italiano. Il campione del mondo disse ai commissari di gara di non avere rallentato appositamente per far cadere Trulli nel sorpasso-trappola, ma fu "incastrato" dalle registrazioni delle conversazioni con il muretto dei box e dalla telemetria.
NOSTRE SCUSE - Arrivato nella sede parigina della Fia alle 9.30 esatte, il responsabile Martin Whitmarsh è stato ascoltato dal Consiglio mondiale della federazione internazionale quasi fino alle 11. "Abbiamo commesso degli errori, lo abbiamo riconosciuto - ha spiegato Whitmarsh all’uscita - abbiamo presentato alla Fia le nostre scuse, ora non ci resta che attendere la loro decisione. Spero che tutto si concluda presto per poterci tornare a concentrare sulle corse".

martedì 28 aprile 2009

IL ROMPIBIELLE - A.A.A cercasi BMW Sauber.... di Giancarlo Minardi

Il quarto appuntamento del Mondiale di Formula 1 ha dimostrato pienamente quali sono le reali forze in campo con al comando la Brawn GP, seguiti da Red Bull e Toyota. Anche in qualifica la differenza l’hanno fatta quei 10 Kg in meno di Trulli e Glock nei confronti di Sebastian Vettel.

La vettura di Ross Brawn è ancora un passo avanti agli altri e non credo che sia solo una questione di estrattori: quello che continua a stupire è la loro affidabilità infatti continuano a portare al traguardo entrambe le vetture. Abbiamo anche visto cosa vuol dire avere il Kers, assistendo a un bel duello tra i brasiliani Nelson Piquet e Rubens Barrichello: quando il pilota della Brawn GP è riuscito a sopravanzare il pilota Renault, ha preso subito il via però, nonostante una macchina superiore, ha dovuto faticare in quanto in accelerazione l’altro riusciva a prendere un piccolo margine di vantaggio. Certamente non approvo il gesto di Rubens in quanto Nelson stava difendendo la sua posizione. Poi è vero che un pilota si possa innervosire perché l’altro poteva difendersi con il push, però fa parte di questa Formula 1. Proprio il brasiliano di casa Renault è stato sicuramente più reattivo arrivando con appena 13 secondi di ritardo da Fernando. Lo stesso Raikkonen è riuscito a resistere agli attacchi di Glock all’uscita dei box con sorpasso e contro-sorpasso. Purtroppo non ho proprio capito come mai la Toyota abbia deciso di adottare per tutti e due i suoi piloti la stessa strategia. Hanno buttato al vento un risultato molto importante per loro: o erano molto sicuri dei dati racconti durante i test (anche se non si erano mai trovati in queste condizioni) oppure c’è stato un grande errore di valutazione. Questo fa capire che devono ancora migliorare come team: una cosa e fare la pole position il sabato, un’altra è gestire molto bene una gara. La Brawn anche sotto questo aspetto è superiore.

Con questi regolamenti stiamo vivendo tre gran premi in uno: chi ha il famoso l’estrattore, chi ha interpretato il regolamento in un altro modo e chi usa il kers. Proprio in base a queste considerazioni il pilota che merita di più è sicuramente Sebastian Vettel che troviamo costantemente al vertice e, senza la bravata di Melbourne, oggi avrebbe tranquillamente 6-8 punti in più. E’ chiaro che ora inizia ad essere imbarazzante il vantaggio della Brawn e Jenson Batton dopo solo quattro appuntamenti, anche se con molta probabilità dopo lo step della Spagna lo sviluppo della loro monoposto dovrà fermarsi per mancanza di budgets. Il campionato è ancora molto lungo, ma se loro continueranno ad arrivare a punti diventerà molto difficile portagli via i il vantaggio. Addirittura Kimi ha solo 3 punti contri i 31 dell’inglese. Adesso diventerà fondamentale la gestione del vantaggio, perché anche non vinceranno, saranno comunque nei primi 4-5.

In Bahrain abbiamo avuto anche la risurrezione della McLaren Mercedes che ha già dimostrato di aver fatto un piccolo passo in avanti e una bella difesa del finlandese di casa Ferrari con Kimi Raikkonen che ha concluso a 22 secondi dalla vetta. Peccato per Massa che se non veniva toccato ad inizio gara poteva giocarsi anche lui la zona punti. Abbiamo avuto comunque una piccola reazione con un Raikkonen molto determinato, che ha portato a termine 2-3 sorpassi tosti, come quello si Glock che gli è valsa la sesta piazza. Ora arriveranno in Spagna con una macchina con numerose novità e mi auguro che possano iniziare da li la loro rimonta. Chi invece ha deluso ancora una volta è senza alcun dubbio la BMW Sauber che ha chiuso ad un giro in 18ma e 19ma posizione: hanno sbagliato completamente tutto. Ora bisognerà vedere quali novità porteranno a Barcellona il 10 maggio. A quanto sembra hanno rifatto dei crash test sull’anteriore e sul posteriore, con modifiche anche sulla scocca. Sarà interessante vedere come reagiranno a questa difficile situazione. La stessa Willams, dopo esser entrata nella top ten, in gara è sparita. Erano partiti bene, ma quando la situazione si è fatta tosta Nico Rosberg è sparito nell’anonimato: non so se sono le strategie sbagliate oppure hanno una vetture che soffre il troppo carico di benzina. In gara ancora una volta non hanno monetizzato la qualifica, arrivando comunque tra i primi dieci. Tradizionalmente la Spagna rappresenta un primo step di sviluppo per tutti i team, in quanto è la prima tappa dopo le gare extra-europee: quest’anno in maggior modo visto i nuovi regolamenti che ormai tutti conosciamo.

Per tornare ai team che non hanno rispettato le attese c’è anche la Toro Rosso che per tutto il week end è rimasto nelle retrovie: fin dalle prove abbiamo avuto un Bourdais in ultima posizione con un Buemi in 17ma posizione. Molto probabilmente non hanno digerito bene questo tracciato: per Buemi il circuito era praticamente nuovo (anche se ci aveva già corso con la GP2), mentre Sebastian continua a deludere (considerando che questo è il suo secondo anno in F1)

Ora bisognerà aspettare di vedere cosa succederà a Barcellona tra quindici giorni perché molto probabilmente potremmo assistere ad un cambiamento radicale della griglia. Ancora una volta abbiamo visto il grande equilibrio di questa stagione: in Q2 tutti i piloti erano racchiusi in appena 5 decimi. La stessa Force India ha fatto esordire il nuovo estrattore riuscendo ad avvicinarsi di molto, infatti il loro gap era di appena 1’2’’ (in Q3)

Ora ci troveremo davanti a due date molto importanti: il 29 marzo per la questione McLaren, con la speranza che non ci siano ancora degli strascichi, in quanto Hamilton è già stato penalizzato con l’esclusione dalla prima gara, e poi l’incontro della FOTA in programma il 6 maggio. Da li potremmo capire se le scuderie continueranno ad essere unite. Inoltre sempre il 29 ci sarà anche il consiglio mondiale durante il quale Mosley potrebbe fare qualche mossa strategica. Certamente se continuerà a spingere per il motore unico, le case costruttrici potrebbero abbandonare il circus. Se la loro idea è quella di realizzare una GP2, chiamandola GP1, si rischia di perdere molti sponsor in quanto ad oggi un’azienda decide di legarsi ad un nome in funzione del ritorno di immagine che può dare (risultati e storicità).

La Formula 1 è sempre stata una lotta tra gli assemblatori contro la Ferrari, diventando poi una sfida dei costruttori sempre contro le rosse di Maranello. Quindi bisogna stare molto attenti a fare certe proposte, anche se certamente mi fa piacere che ci possa essere un ritorno al passato con i nomi storici dell’automobilismo. Si tratta ovviamente di un controsenso rispetto alla politica seguita fino ad oggi dove hanno fatto morire tutte le scuderie private, anche se vedo difficile che i costruttori accettino un budgets come quello proposto. Aspettiamo le prossime tappe e ci teniamo pronti…. Non si può mai sapere ….

Un saluto e come sempre sono a vostra disposizione per rispondere a domande e curiosità. Potete contattarmi all’indirizzo media@minardi.it

Gian Carlo Minardi

domenica 26 aprile 2009

TECNICA - Red Bull e Brawn GP, ovvero Adrian Newey e Ross Brawn a confronto

Red Bull e Brawn GP sono le protagoniste di questo inizio di Mondiale 2009, ma il loro non è solo un confronto tra team, bensì tra personalità di tecnici di grande esperienza: Adrian Newey e Ross Brawn

SAKHIR - La recente vittoria di Sebastian Vettel in Cina ha posto temporaneamente la Red Bull come unica seria avversaria della Brawn GP. Il team con base a Milton Keynes ha, infatti, trovato nella RB 5 una monoposto affidabile e veloce, nonostante, ad oggi, non solo non adotti il KERS, ma non sia nemmeno dotata, quantomeno sino al GP di Monte Carlo, del famigerato diffusore che invece caratterizza la BGP 001.

La sfida tecnica tra i due team, o meglio tra le due monoposto, di fatto però sottende un altro confronto diretto, quello tra due tecnici che, seppur ricoprendo ruoli differenti nelle rispettive squadre, rappresentano decisamente il punto di riferimento tecnico e strategico dei due team. Stiamo parlando di Adrian Newey e Ross Brawn, rispettivamente direttore tecnico della Red Bull e team principal della scuderia che porta il suo nome, la Brawn GP.

Si può dire senza timore di smentita che le due monoposto portino il marchio di fabbrica di ognuno dei loro due artefici. Certo è d’uopo precisare che Ross Brawn non è mai stato un progettista nel senso più stretto del termine, ma come direttore tecnico, sia con la Benetton che, successivamente, in Ferrari, la sua visione globale del progetto ha sempre influenzato l’impostazione di base delle monoposto dei suoi team. La semplicità, la funzionalità e la ricerca di un equilibrio sia aerodinamico sia dinamico della vettura, hanno caratterizzato ogni progetto sotto la sua direzione.

La BGP 001 ne è la chiara testimonianza. Focalizzati i punti cruciali, intesi come un’aderenza meccanica considerevole e la capacità di generare carico con il corpo vettura, la BGP 001 rappresenta, proprio per questi motivi, una vettura facile da assettare, da adattare a ciascun tracciato, senza richiedere modifiche appariscenti. Il diffusore è decisamente un elemento importante, ma d’altro canto non l’unico che garantisce competitività. Tutto lo studio, sia aerodinamico sia delle sospensioni, di fatti, va nella direzione sopraccitata, cioè quella del miglior equilibrio possibile.

Adrian Newey, a differenza di Brawn, è un progettista puro, con una particolare sensibilità ed inventiva in campo aerodinamico. Parlare di inventiva può decisamente apparire fuori luogo ed anacronistico, considerando le attuali metodologie progettuali, che si affidano a ricerche in galleria del vento suffragate poi da simulazioni al computer. Ciononostante, la capacità di Newey è stata sempre quella di capire con largo anticipo quale impostazione, a livello di concetto aerodinamico base del progetto, avrebbe rappresentato la chiave di volta per una maggior competitività delle sue monoposto. Anzi, potremmo definirle “miniposto”, per la tendenza del progettista inglese a ridurre al minimo gli ingombri, la sezione frontale delle sue vetture. Un caso tra tutti: quello della March CG 901 del 1991, le cui dimensioni dell’abitacolo erano talmente esigue da imporre ai piloti di inserirsi al posto guida con le gambe poste distese una sopra l’altra.

La Red Bull RB5 colpisce sia per una sezione frontale ridottissima, così come per l’altezza minima delle fiancate verso la parte posteriore. Accanto l’adozione di leve molto lunghe per i triangoli inferiori della sospensione anteriore, che garantiscono una elevato recupero di camber, in pratica, rapidità nei cambi di direzione. Newey sembra esser riuscito, di fatto, ad inserire in questa monoposto tutti gli elementi che erano stati caratterizzanti per la competitività delle vetture vincenti da lui progettate in passato.

Brawn e Newey sembrano dunque essere personalmente incisivi, anzi addirittura fondamentali, nel bilancio prestazionale delle due monoposto. Un fatto che negli anni ’80 non avrebbe stupito, ma che ora sembra quasi essere anacronistico, considerando quasi irrilevante il “peso specifico” di un singolo tecnico. Nell’attuale realtà iper-specializzata, forse, si era sottovalutata l’importanza di una visione globale del progetto di una monoposto. Una visione che soprattutto per chi ha grande esperienza, proprio nel caso di grandi cambiamenti regolamentari, consente ancora di capire e correggere gli errori, senza affidarsi solo ai numeri forniti dai computer. Forse si sta ritornando, o nella verità non ci si era mai davvero allontanati, ad una Formula 1 in cui, i nomi contano. Mai come in questi due casi, la fama risulta del tutto meritata.

Nel GP del Bahrein vince ancora Button ... primi punticini per la Ferrari

SAKHIR, 26 aprile - Formula Uno ancora nel segno di Jenson Button e della BrawnGP. Il pilota inglese ha vinto il Gran Premio del Bahrein, ottenendo così la sua terza vittoria su quattro gare disputate fino ad ora. Button ha preceduto sul podio la Red Bull di Sebastian Vettel, vincitore del GP della Cina, e la Toyota di Jarno Trulli, che era partito dalla pole-position. Quarta piazza per il campione del mondo della McLaren, Lewis Hamilton, davanti all'altra BrawnGP di Rubens Barrichello. Button estende, così, la sua leadership nel Mondiale piloti portandosi a 31 punti davanti a Barrichello (19) e Vettel (18).

FERRARI, PRIMI PUNTI - Dopo quattro GP arrivano i primi punti per la Ferrari. Li conquista Kimi Raikkonen che chiude con il sesto posto che vale tre punti nella classifica del Mondiale piloti. Problemi, invece, per Felipe Massa, protagonista di una gara in salita dopo un problema alla partenza che lo ha costretto subito a una sosta ai box. Il brasiliano ha provato per tutto il Gran Premio a recuperare posizioni, ma senza successo. Un peccato per le 'rosse', apparse decisamente più competitive dopo il disastroso avvio di stagione. Raikkonen è stato in grado di lottare con i primi per lunghi tratti della corsa, trovandosi anche a condurre la gara per qualche giro. La Ferrari riparte da tre, quindi, in attesa dell'arrivo delle prime gare in Europa (il prossimo GP si corre in Spagna), che dovrebbe vederla lottare per la prima vittoria.

DISASTRO BMW - In zona punti anche Timo Glock con la Toyota e Fernando Alonso con la Renault. Gara disastrosa, invece, per Robert Kubica con la BWM, vincitore in Bahrein lo scorso anno. Il polacco ha chiuso penultimo davnati al compagno di team Heidfeld. Nakajima, infine, è stato lunico pilota costretto al ritiro
GP Bahrain.

Pos Pilota Naz. Team Tempo
1 Jenson Button GBR Brawn GP 1:31:48.182
2 Sebastian Vettel GER Red Bull 0:07.100
3 Jarno Trulli ITA Toyota 0:09.100
4 Lewis Hamilton GBR McLaren 0:22.000
5 Rubens Barrichello BRA Brawn GP 0:37.700
6 Kimi Räikkönen FIN Ferrari 0:42.000
7 Timo Glock GER Toyota 0:42.800
8 Fernando Alonso SPA Renault 0:52.700
9 Nico Rosberg GER Williams 0:58.100
10 Nelsinho Piquet BRA Renault 1:05.100
11 Mark Webber AUS Red Bull 1:07.600
12 Heikki Kovalainen FIN McLaren 1:17.800
13 Sébastien Bourdais FRA Toro Rosso 1:18.800
14 Felipe Massa BRA Ferrari 1 Giro
15 Giancarlo Fisichella ITA Force India 1 Giro
16 Adrian Sutil GER Force India 1 Giro
17 Sébastien Buemi SVI Toro Rosso 1 Giro
18 Robert Kubica POL BMW Sauber 1 Giro
19 Nick Heidfeld GER BMW Sauber 1 Giro
20 Kazuki Nakajima GIA Williams Ritirato

sabato 25 aprile 2009

Trulli precede Glock e Vettel, che pole Toyota!

Jarno Trulli in pole! Doppietta Toyota completata da Glock e conferma, l'ennesima, per il talento tedesco Sebastien Vettel. Questo il verdetto delle qualifiche ufficiali del gran premio del Bahrain, in programma domani.

Partono subito alla grande le Toyota, già dalla Q1 danno il tempo e gli altri inseguono. Anche le Ferrari evidenziano fin dal primo giro i miglioramenti dell'ultima settimana e lasciano ben sperare per la gara di domani. I primi punti della stagione sembrano a portata di mano. Un fallimento anche domani sarebbe un record negativo difficilmente digeribile dalla scuderia di Maranello. Ci sarà il presidente domani, Montezemolo, a fianco del team, per dare quello spirito di gruppo, l'unione, fondamentale.

E se le Toyota sorridono dal primo giro alla pole di Trulli, si piange in casa BMW. Un disastro totale! La monoposto di Kubica prende fuoco in un paio di occasioni, per fortuna nessun problema, si rompe la radio, i pneumatici fanno i capricci e il polacco, insieme al collega Heidfeld, salutano presto la pista e rientrano, arrabbiati, ai box.

E buona la prestazione del campione del mondo Hamilton, quinto. Chiudono le Ferrari di Massa all'ottavo posto e Raikkonen al decimo. Massa che nel dopo qualifiche sottolinea i passi avanti delle Rosse: "Direi che dobbiamo e possimo puntare ai punti domani in gara. Siamo migliorati molto e vedremo domani quello che succederà". E il compagno Raikkonen, con solita freddezza ribadisce: "Possiamo lottare per andare a punti domani. Si, ci crediamo, siamo migliorati".

Ma il più contento oggi è sicuramente Jarno Trulli, autore di un giro perfetto: "Sono davvero soddisfatto e lo siamo naturalmente tutti. Un risultato fantastico che premia il gran lavoro dei tecnici. Fantastico! Ho avuto solo qualche problema ai freni ma alla fine ho tirato ugualmente ed è arrivata la pole. Sono felicissimo!". Trulli che dedica la poleposition ai terremotati dell'Abruzzo.

E il talento Vettel , terzo, conclude con un occhio già alla gara:" Sessioni ottime. Grande soddisfazione e per la gara di domani ottimismo. La mia macchina è veloce e tutto può succedere!"

giovedì 23 aprile 2009

GP del Bahrain

Mappa del circuito

Manama Circuito

Info su GP del Bahrain

Lunghezza 5.412 km
Giri 57 (308.238 Km)
Podio anno scorso 1. F. Massa 2. K. Raikkonen 3. R. Kubica
Giro record M. Schumacher - 1'30''252 (2004, Ferrari)
Pole record M. Schumacher - 1'30''139 (2004, Ferrari)
Pole anno scorso R. Kubica - 1'33''096 (BMW Sauber)

Venerdì 24 Aprile
09:00 am
01:00 pm
Sabato 25 Aprile
10:00 am
01:00 pm
Domenica 26 Aprile
02:00 pm

LA VIGNETTA DEL GP