lunedì 31 agosto 2009

Finalmente Ferrari! Raikkonen vince a Spa

Prova grandiosa del finlandese, ma forse insufficiente a salvargli il posto a Maranello.

Raikkonen — Ringrazia i parapiglia del primo giro, la safety car e il kers nel sorpasso su Fisichella, ma è impeccabile. Certo, non riesce a togliersi dagli specchietti quel puntino verdearancio che lo tallona, ma si riprende quanto aveva lasciato qui contro un muro l’anno scorso. Prova grandiosa, forse insufficiente, però, a salvargli il posto a Maranello.
Fisichella — Nella stagione più pazza della F.1 dell’era moderna succede che una scuderia mai partita meglio della settima posizione centri la pole, e poi arrivi seconda senza mai aver fatto, prima, meglio del 9° posto. Il regista del miracolo è lui, Fisico, che ha ricamato in prova e azzannato l’alettone di Raikkonen per tutta la gara. Forse le sirene provenienti da Maranello gli hanno consigliato di non affondare il colpo.
Bmw — Speriamo non sia il canto del cigno, vista la situazione economica in cui versa la scuderia. Ma sono confortanti i progressi, sia in prova (terza e quinta), sia in gara (quarta e quinta) e la voglia di non arrendersi dei piloti.

venerdì 28 agosto 2009

Massa: «Schumi fermato dalla vista»

Felipe Massa non "vede" l'ora di tornare al volante della Ferrari. La sua ferita all'occhio guarisce ma è ancora presto per parlare di rientro alle gare. Intanto il pilota brasiliano in un'intervista al quotidiano brasiliano O Estado de Sao Paulo rivela alcune curiosità sui suoi sostituti Schumacher e Badoer. «Michael è venuto a trovarmi e mi ha raccontato il suo test al Mugello con la Ferrari del 2007. Mi ha spiegato che gli doleva il collo e che quando saliva sui cordoli perdeva un pò la vista per via delle vibrazioni. Era turbato. Poi il medico gli ha proibito di correre e c'è rimasto molto male. Badoer? Luca deve impegnarsi su due fronti: la preparazione fisica e lo studio al simulatore. Avere un circuito in testa ti permette di risparmiare tempo per lavorare sulla vettura».

SCHUMI-FERRARI, ARIA DI RINNOVO - Un suo ritorno alle corse per il momento è saltato, ma Michael Schumacher dovrebbe rimanere alla Ferrari: lo scrive oggi il quotidiano tedesco Abendzeitung, che cita il manager del sette volte campione del mondo di Formula Uno, Willi Weber. «Al Gp d'Italia a Monza tra due settimane succederà qualcosa», ha detto Weber al giornale. «In Italia, le vacanze saranno finite e si potrà negoziare», ha aggiunto riferendosi al contratto dell'ex campione, che scade a fine stagione. «La Ferrari ha capito quanto Michael sia importante» per la scuderia, ha concluso il manager. Al Gp d'Europa, lo scorso fine settimana a Valencia, commenta il giornale, Schumacher è stato molto vicino all'italiano Badoer, che ha sostituito il brasiliano Felipe Massa. Il contratto che lega il sette volte campione del mondo alla scuderia di Maranello, dopo il suo ritiro sportivo nel 2006, scadrà a fine stagione e ci sono buone possibilità che venga prolungato, visto il buon lavoro fatto dal tedesco come consigliere del team e l'ottimo rapporto instaurato con i piloti della Rossa. A proposito, poi, di un possibile ritorno di Schumacher al volante Ferrari nel 2010, dopo il tentativo fallito di sostituire l'infortunato Massa nei prossimi Gran Premi, Weber non si sbilancia: «Non si può sapere quello che accadrà. Una cosa è certa: la Ferrari è una parte della vita di Michael e lo sarà sempre».

mercoledì 29 luglio 2009

Clamoroso alla Ferrari: torna Schumacher!

MARANELLO, 29 luglio - È Michael Schumacher, super consulente di Maranello, il sostituto scelto dalla Ferrari per i prossimi Gran premi al posto di Felipe Massa, fermato dall' incidente nelle qualifiche in Ungheria.

«La Scuderia Ferrari Marlboro - si legge nel sito della casa di Maranello per i media - ha intenzione di affidare a Michael Schumacher la monoposto di Felipe Massa finchè il pilota brasiliano non potrà tornare a correre. Michael Schumacher ha dato la disponibilità e nei prossimi giorni condurrà uno specifico programma di preparazione al termine del quale sarà possibile confermare la sua partecipazione al Campionato a partire dal Gran Premio d'Europa del 23 agosto».

SCHUMACHER: «MI PIACCIONO LE SFIDE» - A quanto si è appreso Schumacher stamattina era a Maranello, dove ha incontrato il presidente Ferrari Luca di Montezemolo e i responsabili della scuderia, accettando la richiesta. Subito dopo Schumi ha avuto un incontro tecnico con la squadra di Massa, a partire dall'ingegnere di pista Rob Smedley per stabilire un programma tecnico e tutte le tappe di preparazione ad una nuova avventura in Formula 1. Il 23 agosto il mondiale riprende a Valencia, quindi il secondo debutto per Schumi sarà il 21 nelle prove libere. Schumacher ha insomma accettato di buon grado la richiesta che gli è venuta da una squadra per la quale è consulente sia per le macchine di Formula 1 che per quelle Gt. Schumacher, affidando il suo pensiero ai suoi collaboratori ha detto anche che «l'importante è che Massa stia bene» e che malgrado la lunga pausa in Formula 1 era «giusto aiutare la squadra nel momento del bisogno. A me piacciono le sfide e questa è una bella sfida».

FERRARI; MONTEZEMOLO VA DA MASSA - Dopo aver ingaggiato Michael Schumacher per sostituire Felipe Massa, Luca di Montezemolo è volato a Budapest per la seconda volta dove finalmente è riuscito a incontrare di persona il brasiliano e a parlare con lui, riuscendo quindi a sentire la voce dello sfortunato pilota. Montezemolo ha consegnato a Massa una serie di messaggi firmati da tutti i dipendenti della Ferrari, a partire da Stefano Domenicali, responsabile della gestione sportiva. Il presidente della Ferrari ha parlato anche con i familiari di Massa e con i medici, ed è tornato in Italia molto tranqullizzato. «Felipe sta bene», ha detto.

mercoledì 24 giugno 2009

Vince la FOTA !! Nel 2010 un solo Mondiale ...ma da oggi senza Max Mosley

Accordo tra Federazione e team sulle regole e Mosley non si ricandiderà alla presidenza. Non ci sarà dunque il campionato alternativo: sparisce il budget cap, si corre con le regole del 2009 e l'accordo con Ecclestone è prolungato al 2012

Alla fine l'accordo è stato trovato: nel 2010 non ci sarà nessun Mondiale alternativo organizzato dalla Fota. L'associazione dei team guidata dalla Ferrari e la Federazione internazionale dell'automobile presieduta da Max Mosley oggi a Parigi hanno comunicato di aver trovato un accordo sulle regole della F.1 del 2010.

Trionfo di Montezemolo — È in sostanza un trionfo totale della linea tracciata dal presidente ferrarista Luca Montezemolo: non solo si correrà con le regole del 2009 e il budget cap sarà eliminato. La Fota ha anche ottenuto che Max Mosley non si ricandidi alla presidenza della Fia e non si occupi più di F.1 da subito, lasciando la delega al Senato della Federazione e alla Commissione per le nuove regole. Nell'ambito dell'accordo è stato stabilito che i team restino sotto l'egida della Fia senza limiti temporali e che gli stessi conservino l'accordo con la Fom di Bernie Ecclestone (che gestisce tutti i diritti commerciali) fino al 2012.

Spese — "Abbiamo trovato un accordo sulla riduzione dei costi - ha detto un comunque sorridente Mosley - non ci sarà quindi alcuna separazione: nel 2010 ci sarà un solo Mondiale di F.1. L'obiettivo è tornare in due anni ai livelli di spesa dell'inizio degli Anni '90". E ci sarà anche un nuovo Patto della Concordia, dove probabilmente sarà scritto che da adesso in avanti pure la Fota avrà una parte fondamentale nella definizione delle regole future. "Sono felice, ha prevalso il buon senso" ha commentato un soddisfatto Bernie Ecclestone. Per quanto riguarda i team iscritti, il presidente della Fia ha confermato che le scuderie sono quelle annunciate, a questo punto senza alcuna riserva: le dieci squadre della Fota (comprese Williams e Force India) più le tre nuove, ovvero Campos Grand Prix, Manor Grand Prix e Team Us F1.

lunedì 22 giugno 2009

Al GP di Silverstone vince Vettel !! : «È un sogno che diventa realtà»

Il tedesco a Silverstone ha conquistato la terza vittoria in carriera, la seconda dell’anno per la Red Bull: «Ma non è stato facile come potrebbe sembrare». Webber: «Ho perso la gara ieri in qualfica»

«È un sogno che diventa realtà, grazie ragazzi, avete fatto un lavoro fantastico. È un sogno!». Sono le parole di Sebastian Vette
l che saluta e ringrazia la squadra via radio appena dopo aver tagliato il traguardo del Gp di Gran Bretagna. Una vittoria schiacciante quella del giovane tedesco della Red Bull che ha dominato dal primo all'ultimo giro. «Ma non è stata una vittoria facile come può sembrare - ha commentato -. La gara è stata lunga, ce la siamo goduta tutta. Restare concentrati non è stato facile. La partenza è stata importante, poi ho spinto il più possibile per creare un divario con gli inseguitori. Tutto ha funzionato bene, la macchina è fantastica. Sono riuscito a spingere sempre di più, anche le gomme hanno lavorato bene. Ho avuto qualche difficoltà coi doppiaggi, non è stato facile. Sapevo che avevo un buon distacco ma non lo vedevo e continuavo a chiedere al team informazioni. Poi negli ultimi giri ho fatto il conto alla rovescia e ho controllato la corsa. Devo dire che gli ultimi 10 giri sono stati abbastanza facili, ma gli altri no».

IL DISTACCO - Vettel è terzo in classifica a 25 punti da Button. «È un risultato splendido, sono più che soddisfatto. Siamo sulla strada giusta, tutti nel team hanno lavorato bene, specie sul setting della macchina facendo degli aggiustamenti all'ultimo minuto. È bello vincere qui a Silverstone, c'è una grande atmosfera. È stata una emozione splendida dopo la bandiera a scacchi. Sognavo di vincere qui. Abbiamo migliorato la macchina un po’ in tutte le aree, ora dobbiamo continuare a lavorare per cercare di recuperare in campionato».

IL COMPAGNO DI SQUADRA - A conferma della bontà del progetto Red Bull, che a Silverstone presentava un nuovo muso e il nuovo diffusore, c'è il secondo posto di Mark Webber. «Ho perso la mia gara ieri - ha detto l'australiano -. Era importante partire dalla prima fila perché sapevo che Vettel sarebbe andato via all'inizio. E poi è difficile recuperare. Il secondo posto è comunque un buon risultato, la macchina è andata bene, abbiamo fatto dei passi avanti importanti. Ho perso molto nel primo stint di gara. Il divario dopo 20 giri era enorme ed è stato difficile recuperare. Quindi ho pensato a portare a casa la macchina. Tutto ha funzionato al meglio. Questi risultati aiutano, dimostrato la bontà del lavoro. Faccio i complimenti a Sebastian, ha fatto un ottimo primo stint di gara. Abbiamo ottime basi per le prossime gare».

venerdì 19 giugno 2009

Stagione 2010 - Fota vs Fia: ora è rottura totale! Nasce il Mondiale alternativo

E' rottura tra i team della Fota e la Fia. Le scuderie 'ribelli', al termine dell'incontro nel quartier generale della Renault di Enstone, vicino a Silverstone, si sono detti pronti a "incominciare la preparazione di un nuovo campionato"

SILVERSTONE (Gran Bretagna), 19 giugno 2009 - È rottura completa tra i team della Fota e la Fia. Le principali scuderie della Formula Uno, al termine dell'incontro di ieri sera nel quartier generale della Renault di Enstone, vicino a Silverstone, si sono detti pronti a "incominciare la preparazione di un nuovo campionato". La Ferrari, sempre presente nel Mondiale dalla sua nascita, nel 1950, guida il gruppo dei team ribelli, di cui fanno parte anche gli attuali dominatori della stagione, la BrawnGP, e poi McLaren, Renault, Toyota, BMW Sauber, Red Bull Racing and Toro Rosso. Al momento, le uniche squadre attualmente in gara nel Mondiale che parteciperebbero alla stagione 2010 della Fia sarebbero Williams e Force India.

accuse pesanti — "I desideri dei team più importanti sono stati ignorati - si legge nel comunicato arrivato a tarda notte della Fota - inoltre, decine di milioni di dollari non sono stati distribuiti dal detentore dei diritti commerciali (il patron del Circus, Bernie Ecclestine ndr) sin dal 2006. È quindi chiaro che i team non possono continuare a compromettere i valori fondamentali dello sport e hanno rifiutato di togliere la riserva alla loro iscrizione al campionato 2010".

l'ultima offerta — La rottura è arrivata al termine dell'ennesima giornata di confronto a distanza tra Fia e Fota, in cui si era registrata anche un'apertura di Mosley, che aveva provato a innalzare il budget cup - ma solo del prossimo anno - da 45 a 100 milioni di euro. Lo aveva scritto lo stesso Mosley in una lettera inviata ai team, in cui si diceva pronto anche ad accettare un revisore dei conti esterno. Era l'estremo tentativo di evitare una crisi che, con l'abbandono dei grandi costruttori, avrebbe portato alla creazione di un mondiale parallelo. Quello che invece il vertice della Fota ha decretato in maniera inevitabile.

fuga dei piloti — Oggi scadeva il termine imposto dal presidente della Fia a McLaren, Bmw, Renault, Toyota e BrownGp che dovevano sciogliere la riserva sull'iscrizione al 2010. A queste naturalmente vanno aggiunte Ferrari, Toro Rosso e Red Bull, che sono di fatto iscritte, ma contro la loro volontà. E invece ora tutti hanno deciso uniti di fare le valigie. E quella che nel pomeriggio di ieri era solo un'ipotesi, ora è diventata realtà. I piloti delle grandi scuderie sono però pronti a seguire i loro team. "Non parteciperò ad una Formula 1 con i piccoli team, meglio gareggiare da un'altra parte -, aveva detto il campione del mondo della Renault, Fernando Alonso - Noi vogliamo competere con i migliori team del mondo, con la massima tecnologia, con i migliori piloti".

prezzi più bassi — Il nuovo campionato, si legge nella nota della Fota, avrà "una governance trasparente, un regolamento unico, incoraggerà l'ingresso di nuovI partecipanti e ascolterà i desideri dei tifosi, offrendo ovunque prezzi più bassi per tutti gli spettatori in tutto il mondo, dei partner e di tutte le parti interessate". In questo nuovo campionato, assicurano gli otto team della Fota, saranno presenti "i migliori piloti, marchi, sponsor, organizzatori e società storicamente legate al più alto livello dello sport automobilistico".

martedì 9 giugno 2009

Stagione 2009 - Giorni decisivi, ma il Piano B è già pronto

Settimana decisiva per il futuro della Formula 1. Giovedì 12 scade il termine fissato per la decisione sulle iscrizioni al 2010, ma intanto i team ribelli della Fota stanno mettendo insieme tutti i pezzi del puzzle che ptorebbe permettere di lanciare un Campionato alternativo.

LA SETTIMANA CRUCIALE - Potrebbe essere questa la settimana decisiva per il futuro della Formula 1. Venerdì 12 giugno scade infatti il termine fissato dalla Fia per decidere quali team saranno ammessi al prossimo mondiale di F1. Come noto, la maggior parte delle scuderie del Mondiale 2009 si sono iscritte con riserva, condizionando la loro presenza nel prossimo anno all'accettazione delle loro proposte, o meglio all'abolizione dell'ipotesi di doppio regolamento tecnico previsto dalle nuove norme Fia.

LA STORIA CONTRO L'IGNOTO - Il gruppo dei team ribelli, riuniti nella Fota, comprende praticamente tutte le scuderie di primo piano: Ferrari, McLaren Mercedes, Renault, Toyota, Bmw Sauber, Brawn Gp, Red Bull, Toro Rosso. Nomi che hanno fatto la storia di questo sport, o che, come nel caso della Brawn, quella storia la stanno scrivendo proprio in questi mesi. Solo Williams e Force India hanno formalizzato la loro iscrizione incondizionata, con motivazioni diverse ma legate a obblighi contrattuali. Dall'altra parte ci sono i team nascenti, interessati al progetto di Mosley, il cui obiettivo principale è proprio quello di abbattere i costi di ingresso e di gestione per permettere a nuovi attori di entrare nel palcoscenico della F1: Campos, USF1, N-Technology, Litespeed, Brabham, Lola, Prodrive, March, Epsilon Euskadi, Superfund.

SEGNALI CONTRASTANTI DALLA TURCHIA - Dai paddock del circuito di Kurtkoy sono arrivati segnali contrastanti. Contatti informali tra rappresentanti Fia e le scuderie, in attesa di quella risposta che Mosley deve dare alle squadre, ma anche finte voci, come quello surreale di un boicottaggio della gara turca da parte degli stessi piloti, secondo alcuni messe in giro ad arte, per incrementare una guerra di nervi e magari far paura a qualcuno. Per ora il capo della Fia ha parlato di quello che vuole fare solo a un settimanale svizzero, "Motorsport Aktuell", ribadendo che a decidere è la Fia e che se le scuderie non si adattano possono farsi il loro campionato alternativo. Entro qualche giorno, forse prima, dovrà invece parlare in maniera ufficiale e diretta. In quel momento si capirà se la gloriosa storia della F1 è davvero conclusa.

TUTTO PRONTO PER IL PIANO B - Ipotesi che non va esclusa, tanto è vero che non è un mistero che all'interno della Fota si stia da settimane preparando il Piano B: quello di un campionato alternativo, per il quale esisterebbe anche il nome, Grand Prix Championship. Gli ingredienti ci sono tutti: i costruttori più forti, e con più soldi da investire; il sostegno dei piloti più bravi (e più appetiti dagli sponsor), che dalla Turchia hanno fatto sapere di essere nettamente schierati a fianco della Fota; i contatti con circuiti storici e con altri nuovi, interessati a ospitare le gare di questo nuovo circus. Sarebbero infatti già stati avviate le trattative con autodromi storici come Imola, Silverstone, Magny Cours, fatti fuori negli ultimi anni da Ecclestone per far spazio a nuovi mercati emergenti. Una strategia, tra l'altro, che non ha mai convinto i grandi costruttori, che vorrebbero una Formula 1 incentrata sui grandi mercati di riferimento per il mercato automobilistico, quelli insomma in cui si vendono le macchine. E infatti tra i circuiti papabili ci sraebbero anche Indianapolis (USa) e Montreal (Canada).

TRE MACCHINE PER SCUDERIA... UNA FERRARI A VALE ROSSI? - Secondo altre voci, le squadre potrebbero anche decidere di schierare tre vetture ciascuna, per arrivare a una griglia di partenza di 24 vetture. Ipotesi anche questa interessante, perché avere 3 macchine permetterebbe a molte scuderie di affidare le prime due a piloti esperti e affidabili, laasciando la terza a piloti giovani, o a esperimenti affascinanti. E se qualcuno ancora sta pensando a un Valentino Rossi sulla Ferrari, diciamo che è quanto meno più probabile che succeda nell'eventuale Grand Prix Champiosnhip, piuttosto che nella vecchia Formula 1.

sabato 23 maggio 2009

Ferrari, ottimo risultato in qualifica a Montecarlo

Il brasiliano: «Speriamo di fare una grande gara». Domenicali: «Importante tornare davanti»

Tutto sommato va bene così. Felipe Massa è finito quinto nelle qualifiche del GP di Monaco al termine di una sessione piuttosto sfortunata per lui: prima ha toccato il guard rail con il muso, poi non è riuscito a liberarsi del traffico. «Speriamo di riuscire a fare buona gara - ha detto il brasiliano - Speriamo in un altro salto di qualità. Questo risultato è una nuova prova che la Ferrari cresce. Piano piano stiamo tornando a lottare per le posizioni migliori. Oggi purtroppo non sono riuscito ad avere mai un giro pulito a causa del traffico». Con Kimi Raikkonen tornato in prima fila (secondo alle spalle del solito Jenson Button), non gli sarebbe dispiaciuto stare davanti con il compagno di squadra. «Sarebbe stato bello finire con due auto nei primi tre posti - ha detto ancora Massa - La gara? Sicuramente è un buon risultato partire nei primi cinque, credo di avere l'auto per riuscire a lottare per posizioni migliori».

DOMENICALI: «IMPORTANTE TORNARE DAVANTI» - «È importante essere riusciti a tornare davanti - ha detto invece Stefano Domenicali, team principal della Ferrari - Un peccato aver perso la pole con Kimi per pochi millesimi (25, ndr). Se potevamo fare meglio? Prendiamo quanto di positivo siamo riusciti a fare. Peccato per Felipe, invece, che è rimasto bloccato dal traffico. Poveretto, non ha potuto fare di più».

ELKANN: «OTTIMA FERRARI» - Al box Ferrari c'era anche un tifoso d'eccezione, John Elkann: «Sono contento - ha detto il vicepresidente della Fiat - La Ferrari è andata bene, siamo contenti di partire da un'ottima posizione, è la dimostrazione che la Ferrari è capace di rimontare».

mercoledì 20 maggio 2009

Ferrari VS FIA : il ricorso è respinto....si andrà in appello

L'Alta Corte di Giustizia di Parigi dà ragione alla Fia e non al team di Maranello. Ora Montezemolo potrà presentare richiesta di appello. Ma il primo round va a Max Mosley

"Facevano fatica a credere ai loro occhi gli uomini e le donne della Ferrari stamattina quando hanno letto sui giornali i nomi delle squadre che hanno manifestato la loro intenzione di correre il prossimo anno in Formula 1. A scorrere l'elenco, trapelato ieri da Parigi, si fa fatica a trovare un nome degno di nota, uno di quelli per cui andare a spendere 400 Euro a testa per un biglietto in tribuna per un Gran Premio (più spese di viaggio e soggiorno..)".

IRONIA FERRARI - Inizia così una delle giornate cruciali per il futuro della Rossa. Con un messaggio al vetriolo pubblicato sul sito web del team di Maranello. La Ferrari, ormai sempre più in guerra con Max Mosley e la Fia, non risparmia le stoccate. Anche quelle un po' cattivelle. Proprio come questa: "Wirth Research, Lola, USF1, Epsilon Euskadi, RML, Formtech, Campos, iSport: queste sono le squadre che l'anno prossimo dovrebbero competere nella Formula Una a due velocità voluta da Mosley. Ma un campionato del mondo con queste squadre, con tutto il rispetto per loro, può avere lo stesso valore della Formula Uno di oggi, dove si affrontano la Ferrari, i grandi costruttori automobilistici e team che hanno fatto la storia di questo sport? Non sarebbe più adeguato chiamarla Formula GP3?"

IL VERDETTO - Un modo come un altro per aumentare, se possibile, la frattura con la Fia. Proprio nel giorno in cui si attendeva il verdetto del Tribunale di Parigi, chiamato a esprimersi sulla disputa tra Ferrari e Federazione in merito all'entrata vigore del nuovo regolamento a partire dal 2010. Il verdetto è arrivato puntuale alle 14:00. L'Alta Corte di Giustizia di Parigi ha respinto il ricorso della Ferrari contro il nuovo regolamento voluto dalla Fia. L'ingiunzione della Rossa è stata bocciata e Montezemolo pare intenzionato a presentare appello.

IL CASO - La Ferrari aveva intentato una causa nei confronti della Fia in quanto il nuovo regolamento voluto da Mosley violerebbe l'accordo sottoscritto tra lo stesso numero uno della Federazione e l'allora capo della Gestione Sportiva di Maranello, Jean Todt, nel 2005. Un patto che concedeva al Cavallino un diritto di veto sulle decisioni della Fia, in quanto la Ferrari funge da rappresentante delle scuderie nel Consiglio Mondiale. La discussione tenutasi martedì a Parigi non aveva avvicinato le parti. I rappresentanti legali del team italiano avevano chiesto una sentenza sospensiva dell'entrata in vigore del regolamento 2010. La Fia, invece, aveva sostenuto che il patto con la Ferrari sarebbe venuto meno con la costituzione della Fota, l'associazione dei team alla quale partecipa la stessa scuderia di Maranello.

sabato 16 maggio 2009

Mosley non molla... e la Ferrari lo porta in tribunale

Dopo l'attesa riunione di Londra tra Federazione e rappresentanti dei team tutti restano sulle proprie posizioni. La rossa denuncia Mosley per violazione del patto della Concordia: martedì prima udienza. Domenicali: "Lavoriamo per trovare una soluzione"

LONDRA (Inghilterra), 15 maggio 2009 - Continua la bufera tra Mosley e la Ferrari. Si è conclusa da poco a Heathrow, aeroporto di Londra, la riunione tra i rappresentati della Federazione internazionale e della Fota (l'associazione che riunisce i team di F.1) per discutere il futuro della F.1. Mosley non è arretrato di un passo dall'idea del budget limitato per i team, limitandosi a ritirare la proposta del doppio regolamento. La Ferrari, da sempre contraria alla linea Mosley, ha deciso di portare in tribunale il presidente della Fia. Secondo l'ultimo Patto della Concordia, siglato nel 2005, i cambiamenti alle regole avrebbero dovuto essere concordati tra Federazione e team. Cosa che non sta avvenendo. Così Maranello si affida alle vie legali. Martedì a Parigi è prevista la prima udienza.

TENSIONE ALTISSIMA — In questo momento la Fota (associazione dei costruttori) è riunita per trovare una posizione unanime per rispondere al diktat di Mosley. Intanto la Fia ha confermato il 29 maggio come termine ultimo per le iscrizioni al Mondiale 2010, anche se la data potrebbe anche slittare. Secondo le prime indiscrezioni, alcuni team avrebbero già aderito mentre altri restano sul pidee di guerra.

MOSLEY — IL presidente della Fia resta scettico sulla possibilità che Toyota, Renault, Red Bull e Ferrari non si iscrivano al Mondiale 2010, il Presidente della Fia è dell'idea che ciò, alla fine, non accadrà: "Sarei molto sorpreso se alla fine lo faranno, perchè dicono stiamo per lasciare ma nello stesso tempo si chiede un provvedimento d'urgenza per cercare di ottenere che le regole non cambino".

DOMENICALI — Stefano Domenicali al termine della riunione non ha voluto entrare nei dettagli ma ha confermato l’azione legale. "Non c’è nulla di nuovo. basta fare riferimento alla presta di posizione assunta dal Consiglio di amministrazione della Ferrari (martedì; n.d.r.), che aveva chiaramente dato al presidente Montezemolo mandato per proteggere i diritti della Ferrari. Stiamo lavorando per trovare una soluzione, la cosa importante è che sia rimarcata in questa occasione l’unità dei team. Ciò è fondamentale per i nostri propositi". Ma la Ferrari correrà il prossimo Mondiale? "Le corse sono importanti, sono la nostra vita ma dobbiamo essere sicuri che si possa disputare il Mondiale in maniera corretta". Ci può essere un tetto che metta tutti d’accordo? "Non è esatto dire qualcosa del genere. Non è solo una questione di tetto alle spese ma anche di gestione della F.1, di quali debbano essere i criteri con cui si fanno le regole". Il tempo stringe: le iscrizioni al prossimo Mondiale si chiudono il 29. "Sapete qual è la nostra posizione, il tempo è poco ma lavoriamo intensamente per trovare una soluzione".

mercoledì 13 maggio 2009

Ferrari fuori dalla F1 nel 2010 se non cambiano i regolamenti

Il Consiglio di Amministrazione della Ferrari riunitosi oggi sotto la presidenza di Luca di Montezemolo, ha esaminato i risultati economici del primo trimestre 2009 che evidenziano una sostanziale tenuta rispetto ai livelli record del 2008, nonostante la forte crisi dell’economia mondiale e quella del settore automobilistico in particolare.

I ricavi dei primi tre mesi sono stati pari a 441 milioni di euro (455,7 milioni di euro nello stesso periodo del 2008). Il primo trimestre si e' chiuso con un utile della gestione ordinaria di 54 milioni di euro contro i 59 milioni del primo trimestre dello scorso anno.

Questi risultati sono stati conseguiti attraverso un continuo rinnovo della gamma, in particolare con il grande successo della Ferrari California e della Scuderia Spider 16M, una costante crescita delle attivita' legate al brand (e-commerce, licensing, merchandising e retail) e un forte impegno di tutta l’azienda per massimizzare le efficienze.

Il CdA ha inoltre esaminato gli sviluppi legati alle recenti decisioni prese dalla Federazione Internazionale dell’Automobile nel Consiglio straordinario del 29 aprile 2009 nonostante questa riunione fosse stata inizialmente convocata solo per una questione disciplinare. Tali decisioni prevedono - per la prima volta nella storia della Formula 1 - un Campionato 2010 con un doppio standard regolamentare, basato su regole tecniche e parametri economici arbitrari.

Il Consiglio ritiene che se questo sara' il quadro normativo della futura Formula 1, verrebbero definitivamente meno le ragioni che hanno motivato la presenza della Ferrari nel Campionato Mondiale durante sessanta edizioni, unico costruttore ad avervi ininterrottamente partecipato fin dalla sua istituzione nel 1950.

Il Consiglio ha anche espresso disappunto per il metodo seguito dalla FIA nell’adottare decisioni cosi' gravi rifiutando un’effettiva concertazione con i costruttori ed i team; cio' e' avvenuto in spregio alle regole di governance che hanno contribuito allo sviluppo della Formula 1 negli ultimi 25 anni, nonché a chiari impegni contrattualmente assunti con la Ferrari dalla Federazione stessa in materia di stabilita' regolamentare fino al 2012.

Norme uguali per tutti, stabilita' di regolamenti, continuita' del metodico e progressivo lavoro di diminuzione dei costi da parte della FOTA e governance della Formula 1 sono le priorita' per il futuro. Se questi presupposti indispensabili non saranno rispettati e se i regolamenti decisi per il 2010 non cambieranno, la Ferrari non intende iscrivere le proprie monoposto al prossimo Campionato del Mondo di Formula 1.

La Ferrari confida che i tanti tifosi nel mondo comprenderanno come questa dolorosa scelta sia coerente con il comportamento che la Scuderia ha sempre tenuto nel difendere i valori sportivi e tecnici dell’automobilismo e della Formula 1 in particolare.

Il Consiglio ha infine dato mandato al Presidente di esaminare le sedi ed i modi piu' opportuni per tutelare gli interessi della Societa'.

domenica 10 maggio 2009

GP Spagna : A Barcellona quarta vittoria per Button, doppietta Brawn

BARCELLONA – Secondo Marc Gene la nuova Ferrari doveva rappresentare un passo in avanti rivoluzionario non solo per la scuderia di Maranello, ma per l’intera Formula 1. Bene, allora eccovi servite pole position, vittoria con doppietta e giro veloce… della Brawn GP.

Ma come? Ancora loro? E le Ferrari con il loro enorme step evolutivo? Una ritirata e l’altra a punti… ma per miracolo. Dopo l’errore umano delle qualifiche, Kimi Raikkonen ha dovuto abbandonare il GP di Spagna anzitempo a causa di un problema meccanico, mentre faticava a sorpassare Nick Heidfeld, in una concitata (ma nemmeno troppo) battaglia per la nona posizione.

Meglio sembrava andare per Felipe Massa: terzo e vicino alla coppia Barrichello-Button fino a che ha tenuto le gomme morbide, per poi crollare miseramente quando ha messo le dure. Perso il podio per l’ottima strategia di Webber, Massa ha dovuto lasciar passare anche Vettel, che a fatica (anche se il circuito ha molti meriti) aveva tenuto dietro per quasi tutta la durata della gara. Il motivo? Un malfunzionamento nella pompa della benzina al momento del pit-stop, che ha proiettato il brasiliano verso una drammatica scelta negli ultimi giri: rimanere a secco e non prendere alcun punto, rifornire e forse prendere un punto, oppure rallentare e portare a casa tre punti. Giustamente, ha scelto l’ultima.

Il ritiro di Raikkonen e il problema di Massa sono serviti solo a mascherare la verità: la Ferrari non è ancora al livello di Brawn GP e Red Bull. I primi hanno letteralmente ammazzato la gara, permettendosi di cambiare strategie a piacimento, gli altri hanno concluso subito dietro, con un altro podio per la ex (molto molto ex) Jaguar.

Barrichello era andato in testa alla prima curva con Button a seguirlo a circa un secondo, ma già dopo la prima sosta, Ross Brawn aveva deciso di diversificare gli stint dei due piloti: più lungo quello dell’inglese, passato da 3 a 2 pit, più corto quello del brasiliano, che non è riuscito a sfruttare le gomme morbide e a tornare al successo per la prima volta dal 2004.

Vince ancora Button per la quarta volta in cinque appuntamenti, che accumula un vantaggio notevole sui diretti inseguitori: quello stesso Barrichello che è sempre più seconda guida all’interno della squadra e Vettel, velocissimo ma anche altalenante nei risultati.

A soffrire nella domenica catalana non è stata solo la Ferrari, ma anche McLaren e BMW: il team di Woking lascia quello che ai tempi di Hakkinen era un circuito amico con zero punti, nono Hamilton con problemi di gomme e ritirato Kovalainen per la rottura del cambio. La squadra di Hinwil conquista due punti con il solito Heidfeld, ma anche questa nuova versione della F1.09 non convince per niente.

E’ una Formula 1 d’altri tempi: sembra essere tornati agli anni ’90, con la Brawn nel ruolo della Benetton e la Red Bull in quello della Williams (vedi l’errore di far rifornire Vettel sempre insieme a Massa). La Ferrari sembra quella di Alesi e Berger, e non la superpotenza in grado di vincere gare su gare, mondiali su mondiali. Anche le corse sembrano simili: distacchi ravvicinati nella prima parte, per poi staccarsi con i pit-stop. E come succedeva a quei tempi, sono tornati i maxi-incidenti alla prima curva.

Pos Pilota Naz. Team Tempo
1 Jenson Button GBR Brawn GP 1:37:19.202
2 Rubens Barrichello BRA Brawn GP 0:13.000
3 Mark Webber AUS Red Bull 0:13.900
4 Sebastian Vettel GER Red Bull 0:18.900
5 Fernando Alonso SPA Renault 0:43.100
6 Felipe Massa BRA Ferrari 0:50.800
7 Nick Heidfeld GER BMW Sauber 0:52.300
8 Nico Rosberg GER Williams 1:05.200
9 Lewis Hamilton GBR McLaren 1 Giro
10 Timo Glock GER Toyota 1 Giro
11 Robert Kubica POL BMW Sauber 1 Giro
12 Nelsinho Piquet BRA Renault 1 Giro
13 Kazuki Nakajima GIA Williams 1 Giro
14 Giancarlo Fisichella ITA Force India 1 Giro
15 Kimi Räikkönen FIN Ferrari Ritirato
16 Heikki Kovalainen FIN McLaren Ritirato
17 Jarno Trulli ITA Toyota Ritirato
18 Sébastien Buemi SVI Toro Rosso Ritirato
19 Sébastien Bourdais FRA Toro Rosso Ritirato
20 Adrian Sutil GER Force India Ritirato

sabato 2 maggio 2009

Mosley: "La F.1 può vivere anche senza la Ferrari"

Ieri lettera del presidente Fia a Montezemolo in cui si ribadisce l'esigenza del taglio dei costi. Replica del Cavallino fermo sulle sue posizioni. Oggi nuova intervista con relativa sparata al Financial Times: "Sarebbe triste, ma il nostro sport potrebbe sopravvivere senza la Ferrari"

Max Mosley risponde a stretto giro di posta a Luca Montezemolo. Il presidente della Fia, che mercoledì ha introdotto il tetto di spesa per la F.1 del 2010 scontentando soprattutto la Ferrari, ha replicato al presidente del Cavallino che in una missiva ha pesantemente criticato il provvedimento che a suo dire produrrà come risultato un campionato "fondamentalmente ingiusto e forse anche parziale". "Io spero invece - ha scritto Mosley a Montezemolo - che la Ferrari sia capofila nell'accettare il meccanismo del tetto di spesa, consentendo così ai suoi ingegneri di mettersi al lavoro e ai suoi azionisti di conservare il loro denaro".
CRISI - Mosley in particolare ha voluto ricordare il contesto economico internazionale in cui è maturata questa scelta: "Siamo in una situazione senza precedenti - ha scritto citando anche dichiarazioni di Sergio Marchionne, ad Fiat - l'industria dell'auto e la finanza sono due delle principali risorse degli introiti della F.1. Entrambe sono ora in seria difficoltà. Non possiamo sederci e aspettare, sperando che non accada nulla di brutto. Un costruttore (la Honda; n.d.r.) lo abbiamo già perso e malgrado le mie ripetute richieste nessun costruttore ci ha fornito un impegno legalmente vincolante che sottindenda che continuerà in F.1".
SPESE - "L'attuale livello di spesa - ha proseguito Mosley - è insostenibile, potremmo perdere un altro costruttore in ogni momento. Per ridurre il rischio di un collasso della F.1 dobbiamo consentire ad altri di entrare in F.1 e ridurre i costi drasticamente. È una questione della massima urgenza". Il tetto di spesa consentirebbe a chi vi aderisse, diventando un Cost Regulated Team, V8 non solo illimitati ma con un regime di rotazione libero, kers da 120 kW (anziché 60) applicabile pure sulle ruote anteriori, possibilità di ricorrere alla trazione integrale, ali mobili (l’incidenza di quella anteriore sarà incrementata da 6° a 10° e i piloti potranno modificarla quando vorranno), nessuna restrizione chilometrica nei test invernali e nell’uso della galleria del vento. Montezemolo aveva espresso Mosley per iscritto riserve e lamentele spiegando di essere preoccupato dall'introduzione di un tetto dei costi "principalmente per le difficoltà tecniche a verificare che esso venga rispettato. E inoltre ogni controversia relativa al suo rispetto lederebbe l'immagine della F.1 e potrebbe seriamente danneggiare i team coinvolti".
NOTA FERRARI - Nella serata di ieri la Ferrari aveva ribadito dal proprio sito le sue posizioni sull'argomento: "In merito al futuro della F.1, la Ferrari ribadisce il suo forte impegno e senso di responsabilità per mantenere intatti i valori di questo sport - premette la casa di Maranello - unica squadra ad aver partecipato ininterrottamente a tutte le edizioni del campionato dal 1950 ad oggi, la Ferrari è convinta che questa disciplina debba conservare le sue caratteristiche di ricerca avanzata e di competizione tecnologica e sportiva fra i suoi concorrenti. Insieme a tutti team all'interno della Fota è stata da tempo condivisa la necessità di una sostanziale riduzione dei costi già da quest'anno, l'indispensabilità di una stabilità regolamentare e di un riequilibrio graduale fra costi e ricavi nell'arco dei prossimi due/tre anni. Tutto ciò al fine di permettere agli attuali protagonisti di restare in questa competizione e di favorire l'ingresso di nuove squadre".
SENZA LA FERRARI - In un'intervista al Financial Times di oggi Mosley ha poi rincarato sottolineando che "lo sport potrebbe sopravvivere senza la Ferrari anche se sarebbe molto triste. Se un team va dai suoi dirigenti e dice 'Voglio fare la guerra alla Fia perché voglio poter spendere 100 milioni di sterline in più di quanto la Fia vuole farmi spendere, credo e spero che i dirigenti dicano 'Perché non potete spendere 40 milioni di sterline se gli altri team possono farlo?'". "C'è poco margine per negoziare - ha ribadito Mosley - il tetto è qui per rimanere. C'è spazio per discutere: potrebbe salire o scendere nel 2011. Se l'economia si riprende, diciamo nel 2014, potrebbe aumentare. Ma abbiamo perso la Honda e il vero colpo arriverà quando bisognerá rinnovare gli attuali contratti di sponsorizzazione".

giovedì 30 aprile 2009

Mosley non si ferma e impone il suo Sì al tetto dei costi

Fissato in 44,4 milioni di euro. "Essenziale per non perdere i team". Montezemolo guarda a Le Mans: farà lo starter alla 24 Ore

Max Mosley ha deciso di andare sino in fondo, senza considerare gli avvertimenti di Montezemolo e della associazione dei team. La Ferrari non c'era ieri al Consiglio Mondiale, che ha punito con la condizionale la McLaren, ma il presidente Montezemolo aveva comunque spedito una lunga lettera per chiedere di rinviare la decisione sull'introduzione del tetto di spesa. "Ci vuole più tempo". Niente da fare. Il Consiglio è andato per la sua strada. "Il tetto salariale è essenziale se non vogliamo perdere un po' di team. La gente non ha abbastanza risorse per sopravvivere nella attuale situazione economica", ha spiegato al termine della riunione Mosley, aggiungendo che i dettagli del piano saranno resi noti oggi. Per esempio l'esatto ammontare dei soldi che potranno essere spesi. "Saranno di più dei 30 milioni di sterline (33 milioni di euro; n.d.r.)", si è limitato ad aggiungere il numero Fia. Dovrebbero essere 10 milioni di sterline in più, portando il totale a 44,4 milioni di euro. Cifre che, secondo Mosley, dovrebbero servire ad attrarre nuove scuderie. Come dimostrerebbe il fatto che nei giorni scorsi David Richards (Prodrive) e la Lola avevano manifestato interesse per una F.1 a prezzi calmierati. Ma questa soluzione piace pure agli americani di USF1 (disposti comunque ad entrare anche senza questa misura) e a Giancarlo Minardi, pronto a rituffarsi nel Mondiale.
CONCESSIONI - Il tetto delle spese non piace alla maggior parte dei team che già partecipano alla F.1 in quanto si verrebbero a creare due campionati in uno. Per trovare una equivalenza tra chi vuole continuare a spendere liberamente e chi invece avrà un budget prefissato, la Fia permetterà ai Crt (cost regulated team) di avere delle agevolazioni di carattere tecnico: motori senza limitazione nel regime di rotazione (che per gli altri resterà fissato in 18 mila giri) e senza limiti nello sviluppo, un fondo scocca differente (anche se standardizzato), ali mobili, nessuna richiesta di omologazione, libertà nell'uso di materiali esotici, cambi, galleria del vento (potranno continuare ad usarle in scala 1:1 senza limitazione di velocità), test e simulatori. Non solo, chi vorrà usare il kers, potrà utilizzarne uno di potenza doppia (120 kw) rispetto a quella attuale. Pare addirittura — ma la conferma si avrà solo oggi — che sarà loro consentita la trazione integrale!
DIRITTI - In più ad eventuali nuovi team (il regolamento sportivo allarga il tetto massimo di vetture da 24 a 26) saranno concessi 10 milioni di dollari (7,5 milioni di euro) per il trasporto del materiale alle corse. E chi aderirà al tetto salariale vanterà con Bernie Ecclestone gli stessi diritti, quindi gli stessi soldi, di una scuderia che non accetterà il Budget Cup.
ROTTURA - Concessioni considerate esagerate dalla Fota che farà sapere la propria posizione ufficiale il 6 maggio dopo la riunione di Londra. Ma è chiaro che si sta andando verso la rottura con la Fia e questo potrebbe portare a due scenari: il ritiro delle Case dalla F.1 o la nascita di una serie alternativa.
LE MANS - È solo una coincidenza che la Ferrari abbia reso noto proprio ieri, mentre il Consiglio Mondiale decideva il tetto salariale (con il voto contrario di Gino Macaluso, presidente della Federazione karting) che Montezemolo darà il via alla prossima 24 Ore di Le Mans del 13 giugno? E che ad assistere alla competizione francese ci sarà pure Stefano Domenicali, capo della Ges? No, il messaggio è preciso: la Ferrari si guarda attorno. «Noi facciamo parte della storia delle competizioni. La Ferrari ha corso e vinto in tutte le categorie ad eccezione dei kart», aveva sottolineato al proposito Montezemolo in Bahrain. Aggiungendo che la Ferrari è disposta a restare in una F.1 che continui a coniugare competizione e ricerca tecnologica. "La nostra pazienza è ampia ma non infinita e quando prenderemo una decisione, lo faremo una sola volta".
CLEMENZA FIA - Può darsi che il capo della McLaren sappia scrivere meglio del presi­dente della Ferrari, ma ci permettia­mo di dubitarne. E’ più probabile che Max Mosley abbia i suoi progetti e che non intenda rinunciarvi in cambio di un cordiale sa­luto o di una for­mula di corte­sia. Il numero uno della Fia controlla il Con­siglio Mondiale come un aquilo­ne e lo costringe alle acrobazie che preferisce, da qualsiasi parte tiri il vento. Ieri a Parigi è riuscito a far con­dannare la McLaren senza punirla ­numero d’alta scuola simile a quello riuscito in occasione della prima sen­tenza sulla spy story - e a dichiarare guerra alla Ferrari. La qual cosa equi­vale peraltro a prendere a picconate le fondamenta di casa propria, dato che Maranello è pietra angolare della For­mula 1.

LA VIGNETTA DEL GP